Blade Runner 2049, un capolavoro secondo critica e pubblico in Usa

Blade Runner 2049, un capolavoro secondo critica e pubblico in Usa

Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

Parlare del sequel di Blade Runner è da sempre un’eresia. Negli anni si sono succedute voci di corridoio che assomigliavano a sussurri. “E’ probabile… C’è un ok di Ridley Scott… Ma Harrison Ford, ci sarà nel film?“ Nulla di tutto questo si è mai rivelato vero, fino a quando Denis Villeneuve non ha accettato la sfida di riproporre il “soggetto Deckard” (Harrison Ford) accompagnato da nuovi personaggi. Il film è un noir con ambientazione futuristica, a Ford si aggiungono Ryan GoslingRobin Wright e Jared Leto.

Trentacinque anni dopo il film di Scott, il mondo è ancora meno “umanamente” ospitale , L’agente K (Gosling) viene a conoscenza di un segreto che potrebbe cambiare in maniera profonda l’esile tessuto sociale dell’umanità. K comincerà una nuova missione: ritrovare l’agente Rick Deckard, un ex blade runner scomparso nel nulla da anni. Sul film si sa pochissimo, l’uscita in Italia è prevista per il 5 ottobre. Nel frattempo si è svolta un’anteprima negli Usa alla presenza dei critici di tutto il mondo, le reazioni sono state notevolmente positive. Pare che Villeneuve , abbia fatto un lavoro perfetto arrivando a eguagliare il primo film. Per l’Hollywood Reporter, quello del regista canadese “offre lo shock dell’antico” ed è un lavoro fatto talmente bene da mandare lo spettatore in uno stato di estasi da pellicola. “E’ il miglior film dell’anno, più commovente dell’originale” Scrive Usa Today. “Affronta la grande mitologia dell’identità, della memoria, della creazione e della rivoluzione ed è senza dubbio un capolavoro che ti chiede di essere rivisto”. Non da meno sono state le reazioni del pubblico americano che per definirlo sui social ha usato parole come “sbalorditivo”, “entusiasmante” , “capolavoro”. L’attesa è quasi finita e staremo a vedere se e come il pubblico italiano reagirà alla visione.

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Due parole per esprimere cosa ha rappresentato il racconto che Philip Dick scrisse nel 1968, da cui è stato tratto il primo e di conseguenza il secondo Blade Runner vanno spese. Do Androids Dream of Electric Sheep?, il titolo originale, era una riflessione sull’umanità e sulle conseguenze di una perdita progressiva della capacità di provare sentimenti. Progettati per non provare alcuna emozione i replicanti si ribellarono sviluppandone delle proprie. Il monologo di Roy Batty è diventato negli anni un compagno fedele dell’immaginario collettivo e Batty è rimasto il più grande cattivo della storia del cinema. Quelle poche parole, volutamente inserite all’inzio dell’articolo, rappresentano perfettamente la deriva dell’uomo moderno in relazione alla società. Dopo averci provato e creduto vale ancora la pena di continuare? Betty, prima di morire, salva il suo “nemico” Dekard , quindi si. Si può vivere senza tutto ma senza emozioni e sentimenti no, ed essendo una questione personale riuscire a provare con animo è l’unica scelta possibile.

«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo… come lacrime nella pioggia. È tempo…di morire. 

BLADE RUNNER 2049 (Usa 2017, Fantascienza, 159′). Regia di Denis Villeneuve, con Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Sylvia Hoeks, Robin Wright, Dave Bautista. Al cinema dal 5 ottobre 2017..