Globi d’oro: protagonista ‘Il giovane favoloso’

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Mario Martone: Globo d’Oro 2015 per la regia de ‘Il giovane favoloso’

Si tenuta a Roma, presso Palazzo Farnese, la cerimonia di premiazione dei Globi d’oro, i premi assegnati dalla stampa estera al cinema italiano.

In questa 55esima edizione, a trionfare come miglior film 2015 è Il giovane favoloso di Mario Martone, che aveva già prevalso ai Ciak d’oro. Il film ispirato alla vita di Giacomo Leopardi ha lasciato alle proprie spalle cinque pellicole: Mia madre di Nanni MorettiIl racconto dei racconti di Matteo GarroneAnime nere di Francesco Munzi – frecente trionfatore ai David – e Fango e gloria di Leonardo Tiberi. Il secondo riconoscimento più importante, il Gran Premio della stampa estera, è andato a Torneranno i prati, il film di Ermanno Olmi ambientato durante la Prima Guerra Mondiale.

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Alba Rohrwacher: Globo d’Oro come miglior attrice

Tra le figure di spicco della serata vanno ricordati anche Dante Ferretti, che ha ricevuto il Globo d’oro alla carriera, Luca Zingaretti premiato come miglior attore per il noir Perez di Edoardo De Angelis, Alba Rohrwacher giudicata miglior attrice per Hungry Hearts di Saverio Costanzo, un film che sta riscuotendo parecchi consensi anche oltreoceano. Youth – La giovinezza di Paolo Sorrentino, uno dei film italiani presentati a Cannes, che la stampa estera aveva lasciato fuori dai candidati come miglior film, ha vinto invece il premio per la miglior fotografia, assegnato a Luca Bigazzi, mentre è stato Matteo Garrone a spuntarla per la sceneggiatura de Il racconto dei racconti, scritta insieme a Edoardo Albinati, Ugo Chiti e Massimo Gaudioso.


Miglior opera prima è stata giudicata Vergine giurata di Laura Bispuri, sempre con la Rohrwacher protagonista, mentre il Globo per la miglior commedia è andato a Noi e la Giulia di Edoardo LeoLatin Lover di Cristina Comencini ha invece vinto il Globo per la musica (Andrea Farri). Infine, il riconoscimento per il miglior cortometraggio ha visto primeggiare a 2 piedi sinistri di Isabella Salvetti, mentre quello per il documentario è stato assegnato al ritratto del decano dei critici cinematografici italiani, Rondi, la vita, il cinema e la passione di Giorgio Treves.