La felicità delle piccole cose: la tenerezza di Caroline Vermalle lungo i tesori dell’arte

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NoteVerticali.it_Felicità piccole cose_Caroline VermalleDella “profonda quiete delle cose” ci parlava già Seneca secoli fa. Una sensazione di benessere e di tranquillità che ammanta l’aria intorno se si è a Parigi, ed è già una grandissima fortuna, e se la neve sta cadendo dolcemente sulla Tour Eiffel, su Notre-Dame e sul Panthéon, come se fossimo protagonisti di una cartolina dal vero. E’ ciò che prova Frédéric Solis, protagonista di “La felicità delle piccole cose“, il romanzo di Caroline Vermalle edito da Feltrinelli. Frédéric è un avvocato di successo con la passione per i quadri impressionisti. Lo immaginiamo mentre cade la neve, e passeggia amabilmente lungo la Senna. E’ diretto verso casa, in un elegante palazzo sull’Île Saint-Louis. Frédéric ha talento, è ricco e affascinante: insomma, sembra avere tutte le carte in regola e non pare desiderare null’altro dalla vita. Gli manca una famiglia, è vero, ma negli anni ha preferito accompagnarsi a oggetti di lusso e a compagne di una sera soltanto, piuttosto che aver vicino delle creature umane. Meglio così, soprattutto se si è stati abbandonati, come è accaduto a lui, lasciato dal padre molti anni prima. Un’esistenza grigia e vuota, nonostante le apparenti soddisfazioni che investono l’esistenza di un uomo ricco in realtà solo materialmente.

Ma c’è il colpo di scena, che si materializza sotto forma di misteriosi biglietti: è una strana eredità, di cui il nostro dovrà scoprire il contenuto impegnandosi in una sorta di caccia al tesoro che coinvolge un quadro dimenticato di Monet. Un romanzo avvincente e originale, nella traduzione di Monica Pesetti, che porta il lettore a trasferirsi idealmente lungo i paesaggi innevati del Nord della Francia: qui, tra i luoghi prediletti dagli impressionisti (Éragny, Vétheuil, il giardino di Monet, il Musée d’Orsay) Frédéric potrà finalmente liberare se stesso dalle proprie paure, e impadronirsi di un tesoro che vale più di ogni ricchezza.