Moonlight e i suoi fratelli: le grandi sorprese agli Oscar degli ultimi dieci anni

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Sia che si trovi nel cinema-teatro più sperduto in provincia o nel multisala in centro a Milano, ogni volta che si spengono le luci sperimenta una magia che è impossibile da spiegare. Lettura, basket e teatro sono le altre grandi passioni della sua vita.

Nella notte appena passata “Moonlight” ha stupito il mondo del cinema vincendo l’Oscar come “miglior film” e battendo il favoritissimo “La La Land”. Il gioiello realizzato da Barry Jenkins è solo l’ultima delle tante sorprese che la cerimonia dell’Academy ci ha riservato negli ultimi dieci anni.

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Mickey Rourke, grande sconfitto agli Oscar 2009

Partiamo dal 2007: allora la sorpresa fu la vittoria di Martin Scorsese, che finalmente dopo oltre tre decadi di carriera vinse la statuetta con “The Departed”. Lo stupore nasce dal fatto che il film con protagonisti Leonardo Di Caprio e Matt Damon è bellissimo ma non è certamente l’opera migliore della filmografia dell’autore di “Toro Scatenato”. “The Departed” si portò a casa l’Oscar per “miglior regia” e “miglior film”. Due anni dopo il grande protagonista della serata fu Danny Boyle, che con il suo “The Millionaire” replicò quanto vinto da Martin Scorsese nel 2007. La sorpresa più grande di quell’anno fu la vittoria di Sean Penn come “miglior attore protagonista” grazie alla sua interpretazione in “Milk” nonostante il favorito fosse Mickey Rourke per “The Wrestler”.

Il 2010 fu l’anno dell’incredibile tonfo di “Avatar”. Secondo la macchina promozionale di quell’anno, l’opera di James Cameron avrebbe dovuto cambiare il mondo del cinema con la sua realizzazione in 3D. In realtà non fu così e agli Oscar il regista di “Terminator” fu battuto dalla sua ex-moglie Kathryn Bigelow con “The Hurt Locker”, il quale vinse la statuetta di “miglior regia” e di “miglior film”. Il 2011 fu l’anno della sconfitta di “The Social Network”. L’opera diretta da David Fincher sulla nascita di Facebook aveva ottenuto ben otto nomination ma alla fine della serata si portò a casa solamente tre statuette (“miglior sceneggiatura non originale”, “miglior montaggio” e “miglior colonna sonora”). Il trionfatore del 2011 fu “Il Discorso del Re”, che vinse l’Oscar come “miglior film”, “miglior regia” a Tom Hooper, “miglior attore protagonista” a Colin Firth e “miglior sceneggiatura originale” a David Seidler.

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Leonardo Di Caprio: anche quello con “The wolf of Wall Street” fu un tentativo andato a vuoto. Avrebbe vinto l’Oscar solo nel 2016, con “Revenant”

L’edizione del 2014 fu caratterizzata da molte sorprese. La maggiore fu l’ennesima sconfitta di Leonardo Di Caprio. L’ex star di Titanic, grazie a quella che in molti considerano la miglior prova attoriale della sua carriera , era in nomination per la statuetta di “miglior attore protagonista” con “The Wolf of Wall Street” ma fu battuto da Matthew McConaughey, il quale vinse per la sua interpretazione in “Dallas Buyer Club”. Stupì tutti anche la vittoria di “12 Anni Schiavo” come “miglior film” davanti a opere come “American Hustle”, “Gravity” e “The Wolf of Wall Street”.

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Michael Keaton: nessun Oscar per lui, nella notte del 2016 che incoronò “Birdman”

Nel 2015 fu Michael Keaton il grande sconfitto della serata. Il protagonista del “Batman” di Tim Burton si era anche preparato il discorso di ringraziamento dopo che la sua interpretazione in “Birdman” gli aveva fatto vincere tutti i premi nei vari eventi precedenti gli Oscar. Ma l’Academy scelse la prova di Eddie Redmayne ne “La Teoria del Tutto”, sicuramente i giudici non avevano ancora visto “Jupiter – Il destino dell’Universo”…. L’anno scorso in tanti si aspettavano la vittoria di Sylvester Stallone come “miglior attore non protagonista” per “Creed” ma a vincere la statuetta fu Mark Rylance per “Il Ponte delle Spie”. Ma gli Oscar del 2016 saranno ricordati come quelli della vittoria di Leonardo Di Caprio, che dopo ben cinque nomination riuscì finalmente a portarsi a casa il tanto desiderato premio grazie a “Revenant- Redivivo”.