P.P.P., il regista Frammartino omaggia Pasolini all’Università della Calabria

NoteVerticali.it_Backstage Laboratorio Frammartino -- Foto Gianfranco Donadio

NoteVerticali.it_Backstage Laboratorio Frammartino -- Foto Gianfranco DonadioInaugurata presso il Teatro Auditorium Unical del Campus di Arcavacata di Rende (CS), l’installazione “P.P.P.”, dedicata a Pier Paolo Pasolini e frutto del laboratorio tenuto dal regista Michelangelo Frammartino con gli studenti dell’ateneo calabrese. Il progetto gioca nel titolo con le iniziali dell’autore di origine friulana e con l’indicazione tecnica del Primissimo Piano nel linguaggio cinematografico e audiovisivo. Lo spunto di partenza è il film “La ricotta”, che Pasolini realizzò nel 1963. L’installazione propone le riproduzioni in scala 1:1 di due capolavori manieristi, le famosissime deposizioni del Pontormo e del Rosso Fiorentino che, nel film pasoliniano, un pretenzioso regista (interpretato da Orson Welles) si ostina nel voler riprodurre, mettendo in scena dei veri e propri tableaux vivant.

NoteVerticali.it_Backstage Laboratorio Frammartino Foto Gianfranco-DonadioNell’idea di Frammartino le tele si offrono “allo sguardo dei visitatori contemporanei nella loro irraggiungibile bellezza. Irraggiungibile perché chi si azzardasse a filmarli con la fotocamera di uno smartphone scoprirebbe che il dispositivo non è in grado di farlo: al posto delle figure dipinte dai due artisti rinascimentali, sullo schermo compaiono quelle vive e animate dei tableaux della “Ricotta” e in breve tempo i personaggi iniziano a scomporsi e ad agitarsi in modo grottesco, facendo deflagrare la rappresentazione. È evidente che le sacre rappresentazioni non sono più riproducibili dai volgari dispositivi del presente, e lo sguardo amaro e disincantato del poeta e regista friulano sembra appropriarsi in tutta la sua forza profetica dei nostri schermi, a distanza di 50 anni. Potremo rivolgere lo sguardo altrove? Ci sarà un fuori campo custode di una religiosità “incontaminata”? Ci sarà ancora uno Stracci contemporaneo a confortarci?”.

NoteVerticali.it_Backstage Laboratorio Michelangelo Frammartino Foto Gianfranco DonadioIl laboratorio tenuto da Frammartino e la performance conclusiva sono espressioni della programmazione del Teatro Auditorium dell’Unical, che punta alla formazione, ma anche alla produzione di spettacoli e alla realizzazione di eventi. Non è la prima volta che Frammartino collabora con il Centro Arti Musica e Spettacolo dell’Unical. Già lo scorso anno era stato allestito il workshop “Immagini, cinema e spazio architettonico”, che aveva avuto come tema il rapporto tra il cinema, l’architettura e gli spazi dell’Università. Il progetto, curato dal docente Dams Daniele Dottorini, vede la partecipazione di Marco Pucci, e l’ausilio tecnico di Pietro Carbone, Pietro Scarcello, Maria Furfaro e Gianfranco Donadio. L’intera iniziativa è promossa dal Centro Arti Musica e Spettacolo in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici. Dopo l’inaugurazione di venerdì’ 23 gennaio 2015, l’installazione resterà aperta al pubblico anche dal 26 al 28 gennaio, dalle ore 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. L’ingresso è gratuito. (foto Gianfranco Donadio)

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