Quarant’anni insieme: i segreti di Mara Maionchi e Alberto Salerno

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Lavora con le immagini e le parole, si nutre di musica e di sapere, condivide le sue passioni ed il loro valore.

Tra ironia, sagacia e tanto affetto, la produttrice e il marito si raccontano senza filtri in un libro-confessione presentato a Milano

NoteVerticali.it_Mara_Maionchi_Alberto_Salerno_cover_libro_Baldini_CastoldiIl primo anno va male, gli altri sempre peggio“, potrebbe essere una frase detta da qualsiasi coppia scoppiata, arrivata al limite della sopportazione, una di quelle coppie che non si devono lasciare per forma e per convinzione. Invece quando questa frase viene pronunciata da coloro che a dicembre festeggeranno 40 anni di matrimonio, ti fa specie, soprattutto in periodi come questi in cui valori e sacrifici non rientrano più nel vocabolario comune delle unioni.

Mara Maionchi e suo marito Alberto Salerno hanno presentato alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano il loro libro “Il primo anno va male, gli altri sempre peggio” edito da Baldini & Castoldi. Produttrice discografica, talent scout e personaggio televisivo, lei, paroliere di successo e noto discografico, lui. Per certi versi simili ma diametralmente opposti.

“Si attraggono sin da subito[…]”. Parte cosi l’intervista diretta dal giornalista e critico musicale Mario Luzzato Fegiz. Un incontro durato mezz’ora, più che una presentazione uno show in piena regola.

“Perché scrivere questo libro?  -“Perché litighiamo sempre, per tutto anche per le piccole cose…litigare è liberatorio….è comunque una forma di dialogo”- [… ]

L’esuberanza ed il carattere di Mara prendono subito il sopravvento conducendo ed incentrando l’attenzione su di lei e qui parte il primo amabile battibecco coniugale. Proprio di questo parla il libro, quarantanni insieme tra alti e bassi, tra lavoro e vita privata, l’unione di un sentimento profondo fatto di complicità, sguardi fugaci e sorrisetti di puro compiacimento. Un libro che consiglio vivamente di leggere, principalmente per come è stato scritto. Non è una vera e propria biografia scritta a due mani, ma un’esperienza di vita, vissuta con spontaneità ed assoluta normalità alimentata da un pizzico di ironia che non guasta mai.

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