Sanremo 2017: cronaca della terza serata, vince Ermal Meta, Maldestro e Lele in finale

20170210-121606-44166674.jpg

Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

L’imitazione è la più sincera delle adulazioni. Terza serata del Festival all’insegna delle cover, della serenità e delle ospitate, Sanremo procede prendendosi una pausa dalla competizione e regalando intrattenimento e discrezione . Dopo un inizio dedicato alle nuove proposte, lo spettacolo scivola sul velluto. Sul palco dell’Ariston si alternano i bambini canterini , Mika e i big impegnati nelle cover. Il risultato è piacevole, anche se il retrogusto di noia diventa sempre più tangibile. In controtendenza con gli ultimi anni sono i rapper o i presunti tali a rischiare di dover abbandonare la casa (Nesli, Clementino e Raige) Serata di casi umani divisi: c’è la centenaria cantante, la novantenne ottimamente vestita e ci sono Maria e Carlo, coppia completa e capace di annullare qualsiasi altro tentativo di trasmissione televisiva. Che siano classici del cinema o talk show, contro la coppia del nazareno è impossibile gareggiare. La realtà è che lo show esiste solo nella scelta di pezzi altrui, che possano dare lustro ad artisti mediocri. Diciamola tutta, non è possibile valutare il talento quando si presentano canzoni che potrebbe cantare chiunque. A parte Al Bano e Gigi D’Alessio, personaggi a prescindere dalla musica, tutti gli altri “big” sono classificabili in accorti e meno accorti. La domanda è, quando in ballo ci sono delle cover com’è possibile non giocare in casa? Alcune scelte sono state quantomeno divertenti. E’ possibile, avendo piena libertà, fare una scelta sbagliata? Qualche artista non è andato verso un porto sereno, una di quelle canzoni che sarebbe sufficiente parlare su qualsiasi base, ha bensì optato per qualcosa di discutibile. Lo show manca di una punta, gli ospiti di questa terza serata non hanno emozionato il risparmio avrà convinto qualche dirigente ad ammettere che Star fossero le canzoni del passato. Questa serata, manca di Francesco Totti, Keanu Reeves e soprattutto, quando torna Tiziano Ferro?

NoteVerticali.it_Sanremo_2017_Ermal_Meta_serata_coverLe cover.

Artisti e canzoni, ecco la lista:
Al Bano – Pregherò
Alessio Bernabei – Un giorno credi
Chiara – Diamante con Mauro Pagani al violino
Elodie – Quando finisce un amore
Ermal Meta – Amara terra mia
Fabrizio Moro – La leva calcistica della classe 68
Fiorella Mannoia – Sempre e per sempre con Danilo Rea
Francesco Gabbani – Susanna
Gigi D’Alessio – L’immensità
Lodovica Comello – Le mille bolle blu
Marco Masini – Signor tenente
Michele Bravi – La stagione dell’amore
Michele Zarrillo – Se tu non torni
Paola Turci – Un’emozione da poco
Samuel – Ho difeso il mio amore
Sergio Sylvestre – Vorrei la pelle nera con i Soul System

Chiara “Diamante” voto 7
Il talento interpretativo di questa ragazza è indubbio, l’accoppiata con Pagani ne esalta lo spirito.

Ermal Meta “Amara terra mia” voto 6
Ma quando sarà possibile uscire dagli stereotipi culturali? L’emigrante che ripropone se stesso aggiornato al 21esimo secolo ha stancato quasi come il politicamente corretto. Esecuzione senza lode o infamia.

Ludovica Comello “Le mille bolle blu” voto 4
Un set da acquapark di Riccione, per una canzone che necessità di una personalità del tutto assente. Il balletto è addirittura fastidioso, Sanremo non dovrebbe essere un talent o forse lo è già. La Comello fa tenerezza come una nipotina che recita la poesia alla cena della vigilia di Natale.

Al Bano “Pregherò” voto 8
Continua la favola, non è possibile dimenticare quanto nazional popolare ha saputo essere il signor Carrisi. Tutelare il ricordo, di questi tempi è un dovere.

Fiorella Mannoia “Sempre e per Sempre” voto 6
Fiorella sceglie una canzone di Francesco De Gregori, senza lode o infamia . Non riesce a emozionare ne a disgustare, grande merito. Bene, ma non benissimo.

Alessio Bernabei “ Un giorno credi” voto 6
Sarebbe un 4, ma scegliere Bennato è una via per la sufficienza. Pezzo straordinario che potrebbe essere parlato non sminuendo il suo valore. A determinati livelli di creatività l’esecutore diventa marginale, se fosse stato Edo…

Paola Turci “Un’emozione da poco” voto 6
Un’altra scelta felice, un altro brano assoluto. La Turci s’impegna nella rivisitazione della canzone di Fossati, ma non riesce a raggiungere la versione di Luca Marinelli, eccellente attore che ha dato alle parole di Ivano la connotazione ideale.

Gigi D’Alessio “ L’immensità” voto 8
Un artista poliedrico in grado di ricoprire più figure dei processi creativi con: simpatia serietà e professionalità. Esecuzione senza infamia.

Francesco Gabbani “Susanna” voto 5
Un pezzo che può permettersi solo Adriano, grottesco poco irriverente e noioso. Gabbani riesce a trasmettere gli stessi dubbi di Celentano, senza il medesimo timbro di voce.

Michele Zarrillo “ Se tu non torni” voto 5
Passino le provocazioni, ma a tutto c’è un limite. Nessuna interpretazione, per una canzone che ha senso in riva al mare e possibilmente con un gintonic in mano. Zarrillo ripropone qualcosa che alla base era solo un tormentone dimenticabile proprio di un estate qualunque.

Elodie “ Quando finisce un amore” voto 6
La voce di questa cantante non è in dubbio, il pezzo di Cocciante funzionava negli anni 80. Oggi, la canzone mantiene una curiosità vintage che non entusiasma e non annoia.

Marco Masini “Signor tenente” voto 9
La miglior esibizione della serata, una scelta impopolare ma eseguita perfettamente. Masini è al massimo della sua maturità ed emoziona chi lo ascolta e guarda.

Samuel “ ho difeso il mio amore” voto 7
Esecuzione ottima di un classico dei Nomadi, Samuel è un professionista in possesso di tutte le caratteristiche per intrattenere, l’entusiasmo non è suo come di questo mondo.

Sergio Sylvestre “Vorrei la pelle nera” voto 5
Scelta azzeccata per un esecuzione totalmente fallata. Tutti sembravano andare per i fatti loro e anche la voce di Sergione appariva più sbiadita del solito.

Fabrizio Moro “ La leva calcistica del 68” voto 6
Un voto mediocre per una canzone normale. L’esecuzione di Moro appare normale, esattamente come la dedica al figlio. Anche il nazional popolare va venduto, Maria docet.

Michele Bravi “ la stagione dell’amore” voto 7
Questo ragazzo ha un talento indiscusso, è in grado di esibirsi. Scelta importante e ottimamente reinterpretata.

NoteVerticali.it_Sanremo_2017_giovani_9 febbraioE i giovani? Com’è andata la seconda battle dei ragazzi? Proviamo a mettere un po’ d’ordine sulle vicende dei futuri Big

Maldestro “ Canzone per Federica” voto 7
Testo coraggioso e interpretazione da cantautore anni 70. Maldestro e stonato al punto giusto.

Tommaso Pini “Cose che danno ansia” voto 6
In regime di serenità melodica sarebbe un 3 , ma siamo a Sanremo sono giovani e qualcosa bisogna perdonare.

Valeria Farinacci “ Insieme” voto 5
La figlia della Raggi non emoziona, non è colpa sua. La melodia da canzone a portata singola andrebbe vietata per legge.

Lele “Ormai” voto 5
Pezzo monocorde inutile, voce adatta ai tempi buoi che la musica italiana attraversa. Potrebbe essere il nuovo idolo delle masse.

To be continued… Aspettiamo i suoni e le luci della prossima serata. Quanta noia di sottofondo però, ma tranquilli da domenica torneranno i film western.