Sanremo 2017: Fiorella Mannoia – Che sia benedetta

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Un inno alla vita, una dichiarazione d’amore universale dedicata all’esistenza che, nonostante tutte le avversità e le difficoltà che si possono incontrare, resta il più bel dono in assoluto. E’ questa, in sintesi,, l’essenza del brano “Che sia benedetta“, scritto da Amara e Salvatore Mineo (in basso il testo) che segna il grande ritorno a Sanremo di Fiorella Mannoia, che mancava dalla gara dell’Ariston dal lontano 1988 (“Le notti di maggio“), mentre era tornata nel 2000 in veste di superospite. Una scelta, quella di rimettersi in gara, compresa non da tutti. Certo, l’artista romana non aveva bisogno di una platea così ‘televisiva’ come quella di Sanremo per farsi promozione. Sappiamo bene quanto la Mannoia sia amata dal pubblico che le tributa ogni volta presenze in massa ai concerti. Però, evidentemente, il richiamo sanremese ha fatto breccia nel suo cuore, e Fiorella è tornata su quello stesso palco che più volte l’aveva vista esibirsi: nel 1981 in versione dark con “Caffè nero bollente“, nel 1984 con “Come si cambia“, forse il suo primo grande successo, e poi nel 1987 con “Quello che le donne non dicono“, il brano forse che più di tutti ha segnato uno spartiacque nella sua carriera artistica. Da lì in poi, strada tutta in discesa per un’artista che ha fatto della coerenza la propria missione artistica, valorizzando con una interpretazione sempre al di sopra delle righe i brani che venivano scritti per lei da autori del calibro di Enrico Ruggeri, Ivano Fossati e Francesco De Gregori, senza dimenticare le cover di canzoni che portavano la firma, tra gli altri, di Paolo Conte, Lucio Dalla e Vasco Rossi.

Superfluo dire che sia proprio lei la superfavorita di quest’anno: vedremo come andrà la sera di sabato 11 febbraio all’Ariston. Da segnalare intanto che nella serata delle cover la Mannoia porterà “Sempre e per sempre“, capolavoro di Francesco De Gregori del 2001 che lei ha già interpretato nel 2010.

 

FIORELLA MANNOIA – CHE SIA BENEDETTA (Sanremo 2017)

 

 

Fiorella Mannoia – Che sia benedetta
(di Amara – S. Mineo – Amara, Ed. Edizioni Avarello/Edizioni Curci/Gianni Rodo/Iansà Ed. Mus. – Roma – Milano – Latina – Roma)

Ho sbagliato tante volte nella vita
Chissà quante volte ancora sbaglierò
In questa piccola parentesi infinita quante volte ho chiesto scusa e quante no.
È una corsa che decide la sua meta quanti ricordi che si lasciano per strada
Quante volte ho rovesciato la clessidra
Questo tempo non è sabbia ma è la vita che passa che passa.
Che sia benedetta
Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta
Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta
Tenersela stretta
Siamo eterno siamo passi siamo storie
Siamo figli della nostra verità
E se è vero che c’è un Dio e non ci abbandona
Che sia fatta adesso la sua volontà
In questo traffico di sguardi senza meta
In quei sorrisi spenti per la strada
Quante volte condanniamo questa vita
Illudendoci d’averla già capita
Non basta non basta
Che sia benedetta
Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta
Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta a tenersela stretta
A chi trova se stesso nel proprio coraggio
A chi nasce ogni giorno e comincia il suo viaggio
A chi lotta da sempre e sopporta il dolore
Qui nessuno è diverso nessuno è migliore.
A chi ha perso tutto e riparte da zero perché niente finisce quando vivi davvero
A chi resta da solo abbracciato al silenzio
A chi dona l’amore che ha dentro
Che sia benedetta
Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta
E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta
A tenersela stretta
Che sia benedetta