Sanremo Giovani 2016: chi andrà in finale? I nostri pronostici

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Palermitana di origini asiatiche. Amore per il cinema, le istantanee e le storie. Scrive per dar voce alle sue passioni e vivere la vita è la sua aspirazione più grande. “Carpe diem” il suo motto.

Venerdì 27 Novembre in diretta su Raiuno sapremo quali saranno le Nuove Proposte della 66esima edizione del Festival della Canzone Italiana

Beatrice Visconti
Beatrice Visconti

Abbiamo avuto modo di ascoltare le canzoni che si contendono questo traguardo e oggi vogliamo parlare più nello specifico dei brani proposti. La tendenza generale, come di consueto per chi partecipa a questo Festival, è stata la scelta piuttosto classica del tema, l’amore. Sappiamo che l’amore è il sentimento che più di tutti e fra tutti, ha ispirato i più grandi artisti, musicalmente parlando e non. E anche in questo caso, l’amore è stato descritto nelle sue più variegate sfaccettature. Non vogliamo qui parlare di argomento banale, perché l’amore non lo è mai, ma per chi ricerca nella musica una qualche originalità per quanto concerne la tematica, si troverà poco di nuovo. Questo non è per nulla identificato come un elemento a sfavore, l’amore ha ancora molto da dire, ma per stupire i giudici servirà ben altro che una bella voce.

Beatrice Visconti con la sua Paulette presenta un testo che all’orecchio non risulta immediato, ma accompagnato da una voce delicata e “inusuale”. La canzone nell’insieme non è però abbastanza orecchiabile, diversamente dal testo di Cecile dal titolo N.E.G.R.A, che tra parti rappate e altre melodiche, unisce il tema come la differenza razziale alle sonorità più orecchiabili e radiofoniche tra quelle proposte. Originale e “diverso”, questo brano potrerbbe colpire favorevolmente il pubblico di giovani (che poi ricordiamo è quello al quale questi artisti si dovrebbero rivolgere).

Chiara dello Iacovo con Introverso propone un brano fresco e una voce pulita. Senza troppi “fronzoli” risultano allegra la melodia e decisa l’interpretazione. Non sarebbe male risentirla ancora sul grande palco del Festival. Al contrario di questa giovane freschezza, non mancano i grandi classici. Ermal Meta con Odio le favole propone un brano “già sentito”, con una struttura classica e dal tema ancora più classico, la fine di un amore, cantato con “fare” struggente. Nulla è cambiato. È della stessa linea anche Francesco Guasti con Io e te, a testimonianza che quando si entra a far parte del mondo di Sanremo, parecchi artisti hanno paura di osare, ricadendo spesso sulla soluzione più “semplice”. Anche Irama con Cosa resterà fa parte di questo gruppone “classico”: la sua intro piano-voce inizialmente cattura, per ricadere poi nuovamente nella classica struttura orchestrale. Anche Michael Leonardi con Rinascerai presenta un brano che associato alla voce importante, ma poco accattivante, ricorda nella melodia una classica traccia da vecchio film d’azione alla James Bond, ma che nell’insieme rende il risultato obsoleto.

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Francesco Gabbani

Francesco Gabbani invece propone con Amen uno stile dalle soronità elettroniche, con un testo semplice ma d’effetto che si differenzia dalla classica proposta sanremese, e che potrebbe interessare una forbice più ampia di spettatori, quindi a nostro parere un ottimo candidato per formare la rosa dei finalisti. I due gruppi in gara, i Rumor con Il grande salto e i Siberia con Gioia, si distinguono per brani dal gusto nostalgico che per il panorama musicale italiano non è la novità, ma si fa apprezzare senza riserve.

Tra i brani più interessanti, Amare Stanca di Una, testo che racconta un aspetto dell’amore che non sempre viene accettato e che si oppone alla versione romantica di questo sentimento. Un’artista con un potenziale da non sottovalutare, come anche il duetto tra fratelli Valeria e Piero Romitelli con Mai abbastanza, che se pur anche questo tendenzialmente “tradizionale”,  esprime la freschezza che un brano, proposto da artisti giovani, dovrebbe trasmettere.

Valeria e Piero Romitelli
Valeria e Piero Romitelli

Largo al nuovo quindi, anche se di nuovo troviamo ben poco. Non si pretende la ricercatezza e l’originalità obbligatoriamente, ma una modernità vocale (che non manca nel panorama musicale italiano), legata magari ad una melodia accattivante non sarebbero da rinnegare. Questi sembrano però gli ingredienti che, fino ad ora, non riescono ad emergere facilmente nel contesto sanremese che è sempre stato attaccato alla  tradizione. Che questa edizione e questa selezione ‘talent show modus’ risvegli dal torpore e porti sul palco una “vera” nuova generazione di artisti? Lo scopriremo venerdì 27 novembre alle 21.10 in diretta su RaiUno, in compagnia ovviamente di Carlo Conti.