Sherlock, quando il mito è british

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NoteVerticali.it_SherlockProdotta nel 2010, la serie televisiva “Sherlock”, liberamente tratta dall’opera di Sir Arthur Conan Doyle e creata da Steven Moffat e Mark Gattiss, ad oggi conta tre stagioni, ognuna con tre episodi da 90 minuti ciascuno, più uno speciale di Natale a tema vittoriano andato in onda all’inizio del 2016.

Protagonista è il giovane Sherlock (Benedict Cumberbatch), consulente investigativo, sociopatico iperattivo e dipendente dai cerotti alla nicotina, affiancato dal suo collega ed amico John Watson (Martin Freeman), un medico militare da poco tornato in patria dall’Afghanistan. A completare il cerchio gli aiutanti: l’ispettore Greg Lestrade (Rupert Graves), il medico legale Molly Hooper (Louise Brealey) e l’insostituibile Mrs. Hudson (Una Stubbs), la proprietaria di casa. Non meno importanti sono Irene Adler (Lara Pulver), la dominatrice innamorata di Sherlock, Mary Morstan (Amanda Abbington), moglie di John Watson, e Mycroft Holmes (Mark Gattiss), fratello maggiore ed altrettanto geniale del giovane Sherlock.

A ricoprire il ruolo dell’antagonista è Jim Moriarty (Andrew Scott), consulente criminale che porta avanti una sorta di partita a scacchi con Sherlock senza mostrarsi fino al terzo episodio della prima stagione, sostituito da Charles Augustus  Magnussen (Lars Mikkelsen) nella terza.

L’apporto di Moffat e Gattiss è visibile: non è lo stesso Sherlock Holmes degli sceneggiati classici, è una versione contemporanea in tutto e per tutto, dove l’unico legame con le versioni cinematografiche precedenti sono minime: i nomi dei personaggi e l’indirizzo. Tutto il resto cambia: il diario di Watson diventa un blog, la pipa i cerotti alla nicotina e così via, tutto contornato dal classico humor inglese e dalla magistrale bravura dei due creatori a non lasciare nulla al caso. Ogni gioco di parole è studiato nei minimi dettagli, ogni oggetto è funzionale a quello che accadrà in seguito.  Una serie che vi appassionerà ogni minuto che passa, non potrete più farne a meno… e se non lo avete fatto leggerete anche il libro.