Tempo di Libri 2017: il precario bilancio di una manifestazione

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Lavora con le immagini e le parole, si nutre di musica e di sapere, condivide le sue passioni ed il loro valore.

Si è conclusa domenica 23 aprile la prima edizione della Fiera del libro di Rho-Pero. Dopo la scissione con Torino, Tempo di Libri ha chiuso i battenti con poco meno di 61.000 visitatori, al di sotto delle aspettative. Ha visto sorgere questa nuova manifestazione, voluta dall’AIE (Associazione Italiana Editori) non senza polemiche a causa dei precedenti dissapori con il salone piemontese. Le previsioni degli organizzatori sfioravano le oltre 70.000 presenze, ottenute complessivamente in parte, anche grazie al Fuori Fiera, nelle oltre cento sedi dislocate tra Milano, Rho, Sesto San Giovanni e Monza, che hanno ospitato eventi correlati al manifestazione.

Numerosi gli appuntamenti trasmessi in streaming dal Corriere.it, che hanno ottenuto oltre un milione di visualizzazioni totali.

Conferma le aspettative il MIRC (Milan-International-Rights-Center) creato con l’obiettivo di favorire l’incontro e lo scambio di idee-contatti con i principali gruppi editoriali e con la media, piccola editoria indipendente, che ha registrato in totale: 500 partecipanti di cui 170 stranieri da 34 Paesi del mondo, con 6500 appuntamenti.

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Ma Tempo di Libri è stato solo questo?

Milano si conferma ancora una volta, degna di essere titolata come capitale della cultura, dopo la moda ed il design.

Arrivando al grande polo fieristico a colpo d’occhio ci colpisce la dimensione espositiva, molto più piccola rispetto a quella torinese.

L’atmosfera è comunque magica, tra grandi stand dell’editoria al consumo si affiancano medi e piccoli editori pronti con i loro carteggi a sfoderare il fascino della carta stampata.

Non manca di certo quell’atmosfera suggestiva, impreziosita dalla moltitudine di stampe grafiche altisonanti, alternati da padiglioni che ospitano incontri con gli autori, presentazioni, reading e musica dal vivo.

Un attenzione particolare viene rivolta ai giovanissimi, pubblico lettore di domani, dove si cerca d’invogliarli ad avvicinarsi al mondo del cartaceo nonostante la forte aria di cambiamento verso la digitalizzazione (e-book).

Scopriamo nel nostro tour, che il genere più rappresentato è il fantasy, dove il pubblico prediletto per eccellenza, resta ancora quello straniero ma non è da meno quello educational per bambini, dove si continua a credere ed a puntare.

Nota di merito ritroviamo sui banchi molti libri dedicati alla poesia, segno che questo genere è in forte ripresa.

 

 

La giornata di sabato è stata la più rappresentativa, molti ospiti e vip famosi hanno fatto visita alla rassegna.

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Tempo di Libri 2017: lo stand Baldini & Castoldi

200 appuntamenti per un solo giorno, tra i nomi di spicco presenti citiamo Chiara Gamberale insieme a Pietro Cheli, in un incontro nel quale hanno spiegato l’importanza al giorno d’oggi delle favole. Proseguendo, Andrea Vitali, Filippo Timi, Luis Sepùlveda e Irvine Welsh con il suo Trainspotting, Jane Austin e Sveva Casati Modigliani, Il Maestro Peppe Vessicchio con la sua biografia musicale, sino ad arrivare a La Pina di Radio Deejay ed Emiliano Pepe e allo chef Antonino Cannavacciuolo, testimonial di uno degli stand presenti.

Non sono mancate le cariche istituzionali a dar manforte alla giornata con la presenza del ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia che con il magistrato Pier Camillo Davigo ha tracciato un bilancio di Mani Pulite, venticinque anni dopo. Da notare poi la fila immensa che si è creata per Zerocalcare, nel cui stand il disegnatore di fumetti Michele Rach ha incontrato i suoi lettori regalando a tutti disegni personalizzati.

Che dire, per molti questa edizione non sarà stata di certo la migliore, probabilmente non è riuscita a confermare le aspettative, avrà peccato di poca comunicazione, non avrà ottenuto il risultato sperato però, secondo noi, è stata vincente comunque, perché dove c’è la volontà di divulgare conoscenza e sapere, l’esito non può che essere positivo, comunque sia, comunque vada.