Vinicio Capossela “demone meridiano” tra i monti della Sila

NoteVerticali.it_Vinicio Capossela - Suoni delle dolomiti

Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

NoteVerticali.it_Vinicio Capossela - Suoni delle dolomitiMusica e natura convivono alla grandissima nel “Concerto per il demone Meridiano”, vero e proprio evento che domenica 21 settembre vedrà la presenza di Vinicio Capossela tra le vette del Monte Curcio, nel cuore della Sila cosentina. Una performance che va al di là del semplice concerto, sia per lo scenario, sia per lo stile e la storia del visionario cantautore di origine irpina, vero istrione artistico del nostro tempo, che fa della musica un veicolo di emozioni tinte di unicità. L’iniziativa, voluta per la prima edizione de “La Sila suona Bee”, ideata e diretta da Archimedia Produzioni e PianoB, intende far convivere musica e natura, appunto, portando in luoghi insoliti e scenari a dir poco magici artisti che si nutrono di natura e con la natura hanno un rapporto specialissimo. Capossela non è nuovo a queste performance, avendo già regalato al pubblico delle Dolomiti, all’alba del 3 agosto 2013, un concerto “per rocce, vento e terra” (lo foto, di Stefania Torchio, si riferisce proprio a quell’evento). Oggi, dopo la direzione del Calitri Sponz Festival, torna a confrontarsi con la natura, volgendo lo sguardo a quelle vette care a tutti i cosentini, e onorando uno dei luoghi più incantevoli di tutta la Calabria, a ben 1788 metri sul livello del mare. Un rapporto affettuoso, quello di Vinicio con la Calabria e con Cosenza in particolare, dopo i concerti del luglio 2001, del dicembre 2012 e, soprattutto, del Capodanno 2014, quando un’intera città festeggiò fino all’alba sulle note di “Che cossè l’amor”, “Il ballo di S. Vito” e “Ovunque proteggi”.

Il programma della giornata del 21 settembre prevede l’inizio del cammino, a mezzogiorno in punto, a valle, con i suoni di Gianfranco De Franco e Alessandro Rizzo, quindi, alle 12.30, il percorso itinerante accompagnato dagli accordi per zampogne e ciaramelle dei Totarella. Si salirà poi sul monte dove, alle 13.15, è prevista l’esibizione di Michele Scerra, che con la sua voce e la sua chitarra allieterà il pubblico. Alle 14, poi, “BeeSound“, installazione di suoni pre-meridiani a cura di Gianfranco De Franco (fiati, live electronics), Remo De Vico (live electronics) e Alessandro Rizzo (soundscapes e live electronics) accompagnata dall’installazione dell’artista visiva Erica Hansen. E finalmente, alle 15, salirà in cattedra re Vinicio, nel “Concerto per il Demone Meridiano”, che presenta il suo spettacolo citando il Salmo 91 (Non temerai l’irruzione del demone meridiano) e Giacomo Leopardi (E’ dunque evidente che gli antichi avevano del tempo del meriggio una grande idea, e lo riguardavano come sacro e terribile) e affermando:

NoteVerticali.it_Vinicio Capossela_DemoneMeridianoMezzogiorno, come mezzanotte e come i solstizi, è un momento critico, una porta di passaggio. Il solo momento senza ombre. L’ora in cui agiscono le Ninfe, Pan, Diana, le Sirene. L’ora dei morti e del soprannaturale. L’ora di chi non lascia ombra sulla terra. L’ora dell’accidia, la controra, l’ora dell’immobilità, l’ora dello smarrimento. L’ora della seduzione e dell’incantagione. L’ora del sonno, del languore, delle tentazioni lussuriose e delle smanie erotiche. L’ora della melanconia, dell’abbandono, dell’ammutinamento, della marcescenza, della rovina. L’ora della contemplazione. In tutto questo si pasce il demone meridiano. Lo sapevano bene i mietitori che negli infuocati mezzogiorni del raccolto levavano alto l’urlo per difendersi, con l’invocazione e lo scongiuro. Quei mietitori erano anche restii a raccogliere l’ultimo covone, che lì dentro era lo spirito del grano appena raccolto e ucciso. Anche per quel lutto levavano l’urlo. Questo concerto nella radura del Monte Curcio nel primo pomeriggio, nel giorno dell’equinozio d’autunno, quando giorno e notte arrivano al pareggio, vuole ricordarci il mistero e la sacralità del meriggio, del tempo e delle stagioni‘.

Capossela sarà accompagnato dai musicisti cretesi Lambis Xylouris (oud, boulgari) e Konstantinos Skoulas (lira cretese), affiancati dai maestri italiani Vincenzo Vasi (theremin, campionatori, percussioni), Alessandro Asso Stefana (chitarra) e Gavino Murgia (aulofoni). Ci sarà da divertirsi. Noi ci saremo per raccontarvi una giornata storica e, ne siamo strasicuri, ricchissima di emozioni.