Vulnicura: la nuova Bjork disinfetta le ferite con una svolta pop

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NoteVerticali.it_Bjork_VulnicuraE’ tornata Bjork.
Dopo 4 anni dall’ultimo disco di inediti, ‘Biophilia‘, l’artista islandese è tornata sul mercato con un nuovo album, Vulnicura, anticipato dal singolo Stonemilker (letteralmente: ‘mungitore di pietra’).
L’album, su etichetta One Little Indian, era atteso per marzo, in concomitanza della mostra in onore alla carriera dell’artista al Moma di New York; purtroppo o per fortuna, a causa di un leak di alcuni hacker che sono riusciti a mettere l’album in rete in anticipo, la bella Bjork ha dovuto adeguarsi e proporre l’album dal 20 gennaio, sia pure in versione digitale (per la copia fisica, distribuita in Italia da Carosello, occorre aspettare comunque marzo).
Ma veniamo alla parte più musicale: anzitutto il co-produttore, insieme alla stessa Bjork, è Arco (all’anagrafe Alejandro Ghersi), già noto per aver prodotto l’album Yeezus insieme a Kanye West. Secondo quanto annunciato da Bjork, Vulnicura rispetta canoni di scrittura molto più classici, e rappresenta la trasposizione in musica della gamma di sensazioni che si provano alla fine di una relazione (Vulnicura in Latino significa proprio cura delle ferite): c’è molto di autobiografico in questo, considerando che Bjork esce da una relazione decennale con l’artista Matthew Barney.

NoteVerticali.it_Bjork_2Stonemilker, la prima delle sensazioni espresse nel disco, esprime, non senza metafore, le modalità con le quali entrambi i partner affrontano la rottura del proprio legame: c’è chi soffre, e chi soffre meno, chi si apre e chi non si sfoga e lascia tutto dentro. Dal testo possiamo evincere che in questo caso ad avere i sentimenti più gelidi sia proprio ‘il lui’ della coppia, duro ed insensibile: impossibile sentire i suoi sentimenti, ed inutile cercare di accarezzargli il cuore, sarebbe come mungere una pietra.
C’è poi da sottolineare quanto nel resto dell’album prevalgano le melodie degli archi piuttosto che quelle elettroniche, e ciò rende il disco più ‘tradizionale’ e ‘classico’ rispetto ai lavori precedenti dell’artista islandese. Alcuni dicono che finalmente le canzoni di Bjork ‘sembrano davvero canzoni’: forse un’affermazione troppo forte, questa, ma che rende il senso di cosa siano i nuovi brani.
A partire da Lion Song (seconda traccia dell’album, praticamente un prolungamento di Stonemilker) si arriva a Quickdancer, dedicata alla madre che ha subito un infarto, e i cui ritmi ricordano, con un pizzico di sadismo, i battiti di un cuore sotto sforzo. Ma la migliore canzone dell’album è forse la traccia numero 7, Atom Dance, dai ritmi delicati.
E’ quindi finita l’era delle sperimentazioni? Bjork si avvicinerà alla musica più tradizionale? Difficile dirlo con certezza: certo Vulnicura rappresenta un punto importante nella sua discografia.

BJORK – VULNICURA (One Little Indian/Carosello Records)

  1. Stonemilker
  2. Lionsong
  3. History Of Touches
  4. Black Lake
  5. Family
  6. Notget
  7. Atom Dance
  8. Mouth Mantra
  9. Quicksand