Piero Mascitti: manager vulcanico in nome dell’arte e della cultura, orgoglio calabrese

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

Le parole sono importanti. Lo diceva Nanni Moretti, che della coerenza e dell’impegno ha fatto uno stile di vita nella propria storia di cineasta unico e inimitabile. Coerenza e impegno, unite alla professionalità, da sempre portano avanti progetti che promuovono idee, nomi e luoghi nel pieno rispetto di ciò che rappresentano, e secondo logiche che rispondono solo al sacro fuoco dell’arte e della cultura. Pensiamo al progetto della Fondazione Mimmo Rotella, nata nel nome del Maestro catanzarese di origine, calabrese nel cuore ma figlio del mondo, senz’altro una delle figure più complesse dell’arte contemporanea. Un artista a tutto tondo, capace di incantare ancora oggi, a più di un decennio dalla scomparsa, le platee di tutto il mondo. Merito questo della Fondazione nata in suo nome, appunto, a cui va ascritto anche il pregio di sapersi guardare attorno per cogliere gli stimoli più originali che giungono dall’arte contemporanea, e promuoverli attraverso iniziative apprezzate in ogni angolo del pianeta, da Mosca a Berlino, da Parigi a New York. Genius ex machina della Fondazione è Piero Mascitti, anch’egli catanzarese di origine, calabrese nel cuore e figlio del mondo. Mascitti è un manager instancabile, amante dell’arte e della cultura. Ne sono esempio la personale di Giosetta Fioroni, artista tra i maggiori esponenti della scuola di Piazza del Popolo, e quella di Pino Pinelli, espressione di spicco della cosiddetta Pittura Analitica, e protagonista anche di un recente documentario diretto da Mimmo Calopresti (già regista de L’ora della lucertola su Rotella) e prodotto dallo stesso Mascitti.
Il suo impegno e la sua professionalità non hanno bisogno di padrini politici.
Le parole sono importanti. Con loro, lo sono, e forse di più, i fatti. Piero Mascitti è un uomo di parole ma soprattutto di fatti.
Mascitti, che ha già avuto modo di farsi apprezzare per un curriculum de facto ricco di eventi e manifestazioni in nome dell’arte e della cultura, sarebbe la figura ideale per portare la Fondazione Politeama oltre gli sterili confini del comune di Catanzaro, e per conferirle quel prestigio e quel rilievo che meriterebbe. Ci auguriamo che questo appello possa essere raccolto dall’istituzione regionale, in nome della cultura e per il buon nome di Catanzaro e della Calabria.

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