Louisa May Alcott: non solo Piccole donne…

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Alla scoperta dell’autrice statunitense e del museo che tutt’oggi vive in sua memoria

noteverticali.it_louisa_may_alcott_1Ci sono autori consacrati alla storia della letteratura grazie a uno o più capolavori che hanno scritto durante la loro carriera. Tra questi, da ormai oltre un secolo, permane Louisa May Alcott la quale è stata consacrata dal suo Piccole Donne, pubblicato nel 1868, nonostante in precedenza e successivamente abbia scritto decine di altre opere peraltro di vario genere tra romanzi, novelle e poesie.

A quella data il suo debutto letterario risaliva a tredici anni prima, a soli ventitré anni circa, ed era stato il suo stesso editore a chiederle di scrivere un libro pensato per un pubblico femminile. Nello specifico, Louisa avrebbe dovuto scrivere un romanzo per ragazze: fu quello che fece in pochi mesi dello stesso 1868. Da sempre questo romanzo ha scolpito nell’immaginario la vivida storia della famiglia March, suscitando interesse e una certa curiosità intorno ai personaggi che sembrano, appunto, avere radici nella realtà stessa. Questo soprattutto a causa degli echi tra l’autrice e Jo March, la protagonista principale del suo libro, che ne incarna vari aspetti caratteriali non da ultimo il suo desiderio di diventare scrittrice. Infatti è corretto pensare che il romanzo è frutto di esperienze autobiografiche di Louisa, ma è altrettanto autobiografico anche nel tratteggiare le coprotagoniste: Ann, Elizabeth e May, tutte alter ego delle sue tre sorelle. Solo la biografia di May si discosta parzialmente, più che altro nell’età adulta, dalle vicende narrate nel libro mentre la vita delle altre due sorelle vi è stata narrata in modo piuttosto fedele.

Non solo: Louisa scrisse Piccole Donne proprio a Concord, nel Massachusetts, città di ambientazione delle vicende, in quella che lei e la sua famiglia chiamarono “Orchard House” per via della presenza di alberi di mele coltivati nell’ampio giardino annesso. Orchard House esiste tuttora, anzi: sopravvive alla fama di Louisa e ne perpetua il ricordo tanto che nel 1912, grazie alla Louisa May Alcott Memorial Association, è stata trasformata in un museo permanente. Fatta esclusione per poche eccezioni, la casa presenta lo stesso aspetto e gli stessi arredi di allora. Soprattutto, ha saputo conservare le atmosfere di quell’epoca e di quella famiglia della quale sono conservati anche dei ritratti e alcuni cimeli.

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L’ingresso della casa-museo dedicata a Louisa May Alcott a Conchord, nel Massachussets

Le iniziative che attirano i turisti, non solo dalle varie parti degli Stati Uniti ma anche dal resto del mondo, sono ricche e molteplici durante tutto l’anno. La loro cadenza è mensile, ma a scandirle si aggiungono ulteriori avvenimenti quali le ricorrenze degli Alcott che vanno dalle nascite ai matrimoni, o altro ancora. Per esempio vengono ricostruite delle giornate tematiche come quella in cui, attraverso una sorta di tour storico, un esperto in abiti d’epoca racconta ai visitatori degli aneddoti sia sulle vite degli Alcott sia sul periodo storico in cui hanno vissuto. È specie nel periodo natalizio che le atmosfere vittoriane vengono ricostruite insieme a un’ulteriore ricostruzione storica della famiglia Alcott. E questo è un periodo nel quale l’atmosfera già suggestiva della Orchard House è destinata inevitabilmente a emergere in tutta la sua essenza.

Molte iniziative sono destinate ai bambini: tra le varie, la più coinvolgente è dedicata al periodo delle vacanze pasquali. Infatti, ogni giorno è dedicato allo sviluppo e all’esplorazione di un talento diverso, dall’arte alla scrittura ma anche il teatro, tipico di ognuna delle sorelle March alias sorelle Alcott. Oltre a ciò sono organizzati degli eventi educativi che coinvolgono studenti giovanissimi, i quali hanno modo di apprendere il ruolo altrettanto educativo che gli Alcott hanno ricoperto nel loro mondo.

Questo avviene in particolar modo anche durante gli incontri tematici rivolti invece agli adulti, in cui sono approfondite le tematiche in quell’epoca vive a Concord, come la pedagogia e la filosofia. Gli Alcott stessi erano attivamente impegnati in questi ambiti, soprattutto lo era il patriarca Amos Bronson, poliedrica figura di educatore e filosofo.

noteverticali.it_louisa_may_alcott_house_1Dal canto suo anche Louisa aveva avuto occasione di insegnare, più che altro per far fronte alle difficoltà economiche della famiglia. Mentre suo padre, in passato aveva insegnato in alcune scuole e poi aveva cercato di sviluppare un metodo didattico con importanti novità quali, tra le tante, l’assenza delle punizioni corporali e lo sviluppo delle attitudini dei singoli allievi. Entrambi, come il resto della famiglia, sostenevano gli ideali dell’abolizione della schiavitù e il diritto al voto delle donne. Ed erano una famiglia talmente progressista da avere sperimentato nel corso della loro vita anche il veganesimo.

La stessa Scuola di Filosofia, fondata da Amos Bronson in un piccolo edificio nella proprietà di Orchard House, proprio come allora anche oggi torna a vivere durante l’estate attraverso una serie di conversazioni legate agli argomenti che venivano trattati in essa. Alla Orchard House è dedicata una pagina Facebook, molto curata e quasi quotidianamente aggiornata, nella quale vengono pubblicati anche i contributi dei visitatori: testimonianze di come esista un effettivo e forte legame con quel luogo e tutto ciò che esso ancora rappresenta.