A casa tutti bene: crisi dei rapporti familiari e vecchi cliché

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Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

Gabriele Muccino torna in Italia e dirige un film corale che vede tra i protagonisti Stefania Sandrelli, Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Claudia Gerini e Massimo Ghini 

La simpatia umana supera quella creativa. Gabriele Muccino torna a girare in Italia dopo le sue esperienze all’estero proponendo i temi che meglio conosce. A casa tutti bene, il titolo del suo ultimo film, è la storia di una riunione di famiglia per festeggiare le nozze d’argento dei vecchi genitori (Stefania Sandrelli e Ivano Marescotti). Mogli, mariti, cugine e single si ritrovano alla tavola del patriarca, e quando una tempesta li costringerà a rimanere bloccati sull’isola dove i vecchi sono andati a svenare la maschera cadrà. Cattiverie e frustrazioni di più generazioni in un corale dove non si salva quasi nessuno. Intrattenere è da sempre una qualità straordinaria a prescindere dalla profondità delle riflessioni, lo sa bene il regista che ha fatto delle “facili soluzioni” e dei luoghi comuni uno spettacolo degnissimo.

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Abbandonati i vincoli del cinema made in USA, Muccino torna a lavorare con serenità e un minimo in più di cattiveria. Qui non manca nulla: dai 18 ai 70 anni, ognuno ha i suoi problemi da affrontare e le sue colpe da espiare. Che sia il fedifrago o la svampita, la matta o la mamma separata, il copione è sempre lo stesso: recitazione ansimata, facili soluzioni e dialoghi stile compendio di banalità. Una sorta di ambientazione “alla Fabio Volo”, con la variante di qualche parolaccia e un paio di gesti inconsulti inseriti un tanto al kilo. I personaggi femminili sono vecchi cliché (la matta, la donna in carriera, la crocerossina con il marito malato), quelli maschili sono la stessa cosa (il fedifrago, l’intellettuale con il complesso di Peter Pan, l’ex drogato squattrinato e buffone). Nonostante tutto, il film è ottimo per lo scopo che si prefigge: intrattenere in maniera superficiale. Pensare di essere davanti a un prodotto erede del cinema di Scola o quello di Pietrangeli è impossibile, nonostante questo è apprezzabile il tentativo. Qualcosa che si lascia guardare e contestualmente dimenticare.

A CASA TUTTI BENE (Italia 2018, Drammatico, 105′). Regia di Gabriele Muccino. Con Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Ivano Marescotti, Giulia Michelini, Giampaolo Morelli, Stefania Sandrelli, Gianmarco Tognazzi, Valeria Solarino, Renato Raimondi, Elisa Visari, Elena Rapisarda. 01 Distribution. In sala dal 14 febbraio 2018.