Accidentes Gloriosos: un laboratorio di emozioni tutte da vivere

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Giornalista appassionata di arte e spettacolo, per studi e vocazione particolarmente attenta alla cultura orientale e alla danza in tutte le sue espressioni.

noteverticali.it_accidentes_gloriosos_foto_amalia_morrone_2La vita, la morte, la luce e la rinascita in una suggestiva performance in scena al Teatro India di Roma 

Accidentes gloriosos”, in scena al Teatro India di Roma, è la storia di 7 “accidentes”, suggestive performances a se stanti, ma collegate fra loro da un filo conduttore tematico: la vita, la morte, la luce e la rinascita. Accettare la crisi, la perdita, la sconfitta, la fine. Danzare nel Buio. Attraversarlo. Aprirsi al nuovo, alla bellezza, all’altro, all’inaspettato, all’impensabile…

Lo spettacolo nasce dalla lettura dei testi di Mauro Andrizzi e Marcus Lindeen. “Sette piccole pietre preziose in cui” – afferma il regista Claudio Stasi – “ho trovato oscurità, amore, coraggio, luce. Ho creduto che queste storie, questi accidenti gloriosi in cui qualcosa finisce e qualcos’altro nasce, potessero offrire uno sguardo insolito e positivo sul presente. Ho cercato di costruire, intorno a queste gemme, un’incastonatura, diversa per ogni storia, che permettesse alle parole di brillare ed al pubblico di indossarle. Performance che prendessero forza dal qui ed ora della rappresentazione. Storie aperte che non si esaurissero con la narrazione ma che potessero continuare a vivere e brillare nel pubblico anche dopo”.

Le performance sono per l’appunto sette. In ACCIDENTES DE COCHES si vive l’esperienza di un incidente stradale non solo attraverso le parole del testimone oculare, ma visivamente ed emozionalmente, trovandosi nel luogo narrato dall’attrice in diretta, dentro l’auto coinvolta. GLORY HOLES è invece un momento di intimità tra due uomini che condividono l’esperienza di un atto passionale e primordiale che li porterà ad un orgasmo trascendentale. E ancora, TORRE ANIMAL è una performance da vivere attivamente, in cui si incontrano un asino e due simpatiche caprette, protagoniste di un racconto con un segreto tutto da scoprire. 29 MARZO 1912 è la storia di un lungo cammino alla conquista di un mondo sconosciuto. UN CORAZON NUEVO è invece la storia di un cuore ricevuto in dono che si intreccia con la pittura e la fotografia. FOTOGRAFO DE ACCIDENTE è un esperimento coinvolgente, un viaggio su un furgoncino caratterizzato da attimi di suspense che ispirerà poi una scultura creata sul momento. Infine, AGUJERO EN LA CALLE è un tempo di condivisione collettiva dall’ambientazione insolita, il “Ponte delle scienza”, in cui immagini particolari vengono proiettate su uno schermo circolare che si scoprirà poi essere un buco apertosi improvvisamente su una strada di un tranquillo quartiere, una storia narrata su un sottofondo di suggestivi suoni creati sul momento.

Le sette diverse performances, dal cui script è stato tratto un film insignito del premio Orizzonti nel 2011 a Venezia, sono quindi storie che si snodano indipendenti, ma si intrecciano in una tematica ricorrente che colpisce lo spettatore al cuore, turbandolo e confondendolo con un turbinio di sensazioni contrastanti. La rappresentazione, sia pure in forma diversa, in gruppi da due o da tre performance, ha avuto già luogo in altri contesti (Musei in Musica 2015, Museo MACRO, Short Theatre 2012, Teatri di Vetro 2013…), ma la produzione attuale al Teatro India permette di partecipare ad ognuna delle sette storie e di viverle in prima persona. Si, perché quando si entra in questo mondo degli “accidentes” non ci si può sentire spettatori, ma in qualche modo “attori” di quella che non è una recita, ma un’esperienza condivisa, un momento di scambio tra il performer e te. L’ambiente in cui avviene il tutto aiuta sicuramente la riuscita e l’impatto delle diverse rappresentazioni. Un teatro anomalo per certi versi, composto da ambienti ampi all’aperto e al chiuso, che permette di muoversi liberamente tra i diversi allestimenti, quasi come ci si trovasse in un parco a tema e si potesse scegliere quali attrazioni visitare. Noi stessi, mentre aspettavamo il nostro turno per partecipare all’accidentes “Glory Holes”, abbiamo provato una sensazione mista ad ansia e curiosità, quasi come dovessimo entrare in una casa spettrale non sapendo bene cosa ci aspettasse al di là di quella porta, in quella stanza semibuia illuminata solo da una strobosfera.

Esperienza che giudichiamo sicuramente interessante, che alcuni potranno forse trovare inquietante e a tratti poco comprensibile, ma che sicuramente non potrà lasciare indifferente nemmeno un visitatore adepto dell’arte contemporanea sperimentale. All’inizio si potrebbe rimanere sconcertati da alcune situazioni: ci si chiede per esempio perché ci si ritrovi in un furgoncino a spasso per le strade adiacenti al teatro ascoltando una gaia musichetta, oppure non si comprende cosa voglia rappresentare un racconto strano in cui sono coinvolti una capra e un asino, che casualmente si ritrovano a pascolare a due passi dalle tue gambe.

Forse noi stessi non abbiamo compreso fino in fondo il senso di molte cose che ci siamo ritrovati a vedere e a fare durante questa esperienza, ma anche senza volerlo ogni performance alla fine ci ha lasciato qualcosa: un’emozione triste, inquieta, serena e a volte incomprensibile, ma pur sempre un’emozione.

ACCIDENTES GLORIOSOS, Regia di Claudio Stasi, con Tiziana Avarista, Annarita Colucci, Margherita Giunti, Cristina Golotta, Jun Ichikawa, Anna Maria Loliva, Lucilla Miarelli, Cecilia Napoli, Cristina Poccardi, Caterina Silva, Roberto De Paolis, Marco Fois, Luca Guastini, Francesco Marino, Tiziano Scrocca, Carlotta Agostino. Testi di Mauro Andrizzi e Marcus Lindeen, Roma, Teatro India, in scena dal 2 al 7 settembre 2016.