Americani a Roma: in scena all’Eliseo per la regia di Sergio Rubini

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Giornalista appassionata di arte e spettacolo, per studi e vocazione particolarmente attenta alla cultura orientale e alla danza in tutte le sue espressioni.

Aperta la stagione del teatro romano con un’opera che vede tra gli interpreti Gianmarco Tognazzi, Francesco Montanari e Roberto Ciufoli

 

noteverticali.it_americani_sergio_rubini_gianmarco_tognazzi_teatro_eliseo_1Al Teatro Eliseo è in scena fino al 30 ottobre “Americani” (Glengarry Glenn Ross), piéces di David Mamet, per cui ricevette il premio Pulitzer nel 1984 e dal quale trasse la sceneggiatura del film ”Americans” del 1992 (con Al Pacino, Alec Baldwin, Kevin Spacey).

Sergio Rubini ha riadattato il testo all’italiana: non ci troviamo più a Chicago ma in un’agenzia immobiliare romana dei primi anni ‘80. Lo stesso regista pugliese interpreta Daniele Sonnino, un agente immobiliare un tempo tra i migliori, che ora sembra avere perso il suo “tocco magico”. I dipendenti dell’agenzia sono tutti stressati da una nuova politica aziendale “all’americana” che prevede una classifica di venditori; ai più alti nella graduatoria vengono forniti i contatti dei compratori migliori a cui proporre le vendite, agli altri vengono affibbiati gli scarti. Alla fine il primo in classifica verrà premiato con una Mercedes fiammante, il secondo con un servizio di coltelli, mentre gli ultimi verranno licenziati! Daniele si ritrova a pregare e cercare di corrompere il capoufficio Mariani per dei buoni contatti con cui chiudere qualche vendita… altri due venditori sfortunati, Mossa e Arnone sono arrabbiati e frustrati come non mai. L’unico a dormire sonni tranquilli è l’intraprendente Riccardo Roma, che attualmente è il miglior venditore e pregusta già la sua Mercedes. Una mattina si scopre che c’è stato un furto in ufficio: sono spariti i telefoni, i contratti e i contatti dei compratori!

Il testo di Mamet risale agli anni ’80, ne è stato tratto un film un decennio dopo e tuttora rimane un’attuale rappresentazione del mondo degli affari spietato e competitivo, in cui i capi possono decidere liberamente delle sorti di loro dipendenti come fossero pedine di una scacchiera, disposti a tutto pur di mantenere il loro posto di lavoro. “È  una  critica  alla  società  capitalistica” – spiega Rubini – “Mamet è stato un vero profeta  e io  non attualizzerò  la  storia,  ho  solo  scelto  di  trasportarla  in  Italia. È un reperto che ti impressiona  e che anticipa le bolle economiche, i mutui subprime, la Lehman Brothers, il naufragio dell’economia folle. Racconta di sette personaggi, figure di poveracci che un sistema disumano creato dagli umani costringe a sgomitare per restare a galla“ .

 

Abbiamo assistito all’anteprima nazionale lunedì 26 settembre, in una serata deliziosa che ha visto il totale degli incassi devoluto ai terremotati di Amatrice. Il testo è stato tradotto da Luca Barbareschi e riadattato mirabilmente dal regista Rubini, gli attori si sono dimostrati brillanti, ognuno nel proprio ruolo ha dato il meglio: da Roberto Ciufoli irriconoscibile come timido e insicuro impiegato, a Francesco Montanari, scaltro e sicuro di sé, con una parlantina accattivante. Alcuni momenti sono un po’ lenti; qualche dialogo, forse a causa del passaggio cinema-teatro risulta un po’ ripetitivo e forse condito con qualche parolaccia di troppo che rischia di far sfociare la “romanità” in volgarità. Nel complesso comunque uno spettacolo godibile, con qualche momento di ilarità, che rende giustizia al testo importante del pluripremiato Mamet che oltretutto ritroviamo anche al Piccolo Eliseo con “American Buffalo” riadattato da Marco D’Amore fino al 23 ottobre.

AMERICANI, adattamento dell’opera “Glengarry Glenn Ross” di David Manet, traduzione di Luca Barbareschi, Regia di Sergio Rubini. Con Gianmarco Tognazzi, Francesco Montanari, Roberto Ciufoli, Gianluca Gobbi, Giuseppe Manfridi, Federico Perrotta.