Amuleto, l’incredibile viaggio di Auxilio, tra lotte storiche e bellezza poetica

NoteVerticali.it_Amuleto_foto_Alessandro_Botticelli_1

Siciliana di nascita, romana di adozione, laureata in lingue straniere, ha vissuto a Lisbona dal 2014 al 2016. Simpatica e solare, trova nella scrittura e in tutto ciò che è arte il porto sicuro, un luogo senza tempo e senza spazio dove essere liberi.

Il testo capitale dell’autore cileno Roberto Bolaño, in scena al Teatro India di Roma 

NoteVerticali.it_Amuleto_foto_Alessandro_Botticelli_1In un’America Latina di lotte e contestazioni si inserisce la figura di Auxilio Lacouture, personaggio poliedrico interpretato magistralmente da Maria Paiato. Scampata all’irruzione dei reparti antisommossa nell’Università di Lettere e Filosofia di Città del Messico il 18 settembre del 1968, Auxilio troverà riparo nel bagno della facoltà dove resterà rinchiusa per dodici giorni tra i versi poetici di Pedro Garcia e gli incontri atemporali e sognati con vari autori della letteratura sudamericana.

Un viaggio all’interno di questo spazio claustrofobico, un dialogo in solitaria ma che dà spazio a più voci,  fatto di follia e astrazione, tra ricordi passati e immagini future.

L’uruguaiana Auxilio, definendosi “madre della poesia latinoamericana”, ci conduce per mano in quel contesto fatto di giovani menti, poeti, intellettuali, desiderosi di rivoluzione e libertà in una cornice sociale difficile,  che irrita irrimediabilmente il governo messicano di Gustavo Diaz Ordaz.

NoteVerticali.it_Amuleto_foto_Alessandro_Botticelli_2Un corteo, una manifestazione immobile e rumorosa quella che si ricrea sul palcoscenico del Teatro India, spazio che diventa contenitore di parole e speranze, bellezza e arte senza in alcun modo lasciar trascendere il crimine e la violenza.

La poesia è, come la protagonista stessa definisce, lo “specchio rotto” nel quale osservarsi, riconoscersi e riflettere, tra una realtà impolverata e la fantasia, in un gioco fatto di sole luci e in uno spazio che, improvvisamente, da limitato, soffocante, diventa, agli occhi di chi è seduto in sala, senza pareti. Il tempo si piega e si dispiega e se un minuto prima lo scenario è quello del Tlatelolco,  quello seguente vi ritroverete in un bar insieme ad Auxilio e  Lilian Serpas o in una notte di follie messicane.

Non lasciatevi ingannare dal vuoto di una scena. Quello a cui assisterete è il “parto della Storia”, un percorso che va dall’entusiasmo all’ingenuità, dalla forza alla debolezza dell’essere umano e in cui Auxilio, donna singolare, un po’goffa ma estremamente presente a se stessa e al suo ruolo storico, azzarda premonizioni apparentemente lucide, rivelazioni che si incarnano nella sensazionale voce di una Maria Paiato completamente immersa nel personaggio e nel contesto.

NoteVerticali.it_Amuleto_foto_Alessandro_Botticelli_3Il regista, Riccardo Massai, nell’adattamento teatrale, utilizza un linguaggio estremamente fedele al testo di Bolaño, affinché il pubblico possa seguire il meraviglioso flusso di pensieri di questa amante dell’arte e della vita, che fornisce la sua visione apocalittica della speranza rivelandoci quello che è l’unico “amuleto” di cui il mondo ha bisogno.

AMULETO, testo di Roberto Bolaño, traduzione di Ilide Carmignani (Adelphi). Regia di Riccardo Massai, con l’interpretazione di Maria Paiato. Produzione Archètipo.

(Le foto dell’articolo sono di Alessandro Botticelli)