Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

Mimmo Calopresti è un ottimo regista e, ogni volta che arriva al cinema un suo film, un amante del cinema dovrebbe approfondire le intuizioni di questo narratore nostalgico e umano. Esce nelle sale di questi tempi il suo ultimo lavoro dal titolo Aspromonte – La terra degli ultimi, un ritratto dell’Italia negli anni cinquanta del secolo passato. Ad Africo la vita procede in maniera inversamente proporzionale alla bellezza del territorio: le persone vivono nella vessazione e senza alcuna comodità necessaria per un’esistenza decorosa. L’arrivo di una maestra da Como crea scompiglio nella comunità che deve assorbire i colpi di una legge assente, una criminalità che osteggia qualsiasi forma di progresso e delle forze dell’ordine colluse con il signorotto di turno. Il regista però non si limita a raccontare il solito inserto di un paese sbagliato, ma lascia spazio alla gran creatività di alcuni uomini desiderosi di ritagliare una vita migliore o anche solo, il personaggio del poeta è testimone, di allietare minimamente le giornate. Le cose precipitano quando gli abitanti provano a costruire una strada che li faccia arrivare alla costa. Il crimine osteggia il progresso ed è strettamente radicato nel territorio.

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Un film che ha il sapore della speranza, sebbene siano gli eventi drammatici a farla da padrone. Una comunità pronta a lottare per costruire un futuro migliore per loro e i loro figli. Sceneggiatura cruda a tratti, ma efficacissima per far arrivare un tempo e un luogo dove, purtroppo, una vita migliore significava andarsene lasciando a malincuore terre tanto pittoresche. E’ corretto parlare di cinema storico, ma anche di un affresco molto intimista del regista verso la sua regione, il tutto affrontato con realismo e malinconia.

E’ un bene vedere come certe testimonianze della storia d’Italia siano ancora proposte da qualche cineasta che non ha paura di lavorare su un cinema indipendente, soprattutto nei soggetti. Un film che piacerà per la sua spietata delicatezza e per quelle terre che non possono far altro che rimanere nel cuore degli individui sensibili.

ASPROMONTE – LA TERRA DEGLI ULTIMI (Italia 2019, Drammatico, 89′). Regia di Mimmo Calopresti. Con Francesco Colella, Marcello Fonte, Valeria Bruni Tedeschi, Marco Leonardi, Sergio Rubini, Romina Mondello, Elisabetta Gregoraci. IIF – Italian International Film. In sala dal 21 novembre 2019.