Belli di Papà: Abatantuono genitore preoccupato con figli fannulloni

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NoteVerticali.it_BelliDiPapa_DiegoAbatantuono_GuidoChiesa_1Dal 29 Ottobre, in quattrocento sale italiane, è in programmazione la commedia “Belli Di Papà” per la regia di Guido Chiesa, già autore di “Lavorare Con Lentezza” e della miniserie tv “Quo Vadis, Baby?”. L’opera, ispirata al film messicano campione di incassi “Nosotros Los Nobels” di Gary Alazraki, racconta la storia di Vincenzo (Diego Abatantuono), imprenditore di successo che, dopo la morte della moglie, si ritrova a dover badare ai suoi tre figli ventenni Matteo, Chiara ed Andrea. Questi ultimi, avendo vissuto tra il benessere e la ricchezza, faticano a trovare una propria strada ed una solida dimensione lavorativa. Chiara è innamorata del sedicente p.r. Loris (Francesco Facchinetti) che intende sposarla più per la sua posizione economica che per amore; Matteo segue il padre nel suo lavoro proponendogli, il più delle volte, idee folli e prive di reale concretezza, ed infine Andrea che  studia psicologia all’università da due anni senza risultati.

NoteVerticali.it_BelliDiPapa_DiegoAbatantuono_GuidoChiesa_2Trovandosi in una nube di incomunicabilità, Vincenzo decide di escogitare una messinscena, fingendo un imminente fallimento della sua società per bancarotta fraudolenta, cercando di mettere i figli  di fronte alle proprie responsabilità. I quattro infatti, andranno ad abitare la casa natia di Vincenzo, un’ umile dimora pugliese ed in questa piccola comunità del sud dovranno, per la prima volta, lavorare per sostenersi. Queste nuove dinamiche creeranno la rottura dei vecchi equilibri, attraverso confessioni di segreti maturati nel tempo, mancanze passate e nuovi desideri futuri.

Il film pone attenzione al tema del rapporto genitori/figli, all’assenza degli uni nella vita degli altri. I figli qui rappresentati come “bamboccioni” , faticano a trovare una propria identità ed un conseguente progetto di vita; i genitori raccontati come “assenti”, risultano troppo presi dal lavoro ed incapaci di accompagnare i figli nella loro crescita. L’opera di Chiesa mette in risalto questo fragile equilibrio senza prendere posizioni di sorta; i soggetti sono raccontati in maniera buffa e superficiale, con spirito e leggerezza. Le responsabilità di ciò che accade sulla scena è sempre condivisa, causa ed effetto spesso si confondono tra di loro, trovando spesso nella mancanza di conoscenza dell’altro un reale punto si svolta. Il padre che inciampa nell’oblio dei ricordi da una parte, i figli ignari di una passione del padre per la sua amante segreta dall’altra.

NoteVerticali.it_BelliDiPapa_DiegoAbatantuono_GuidoChiesa_3Come lo stesso regista ha spiegato nel dibattito che è seguito alla proiezione per la stampa tenutasi al Cinema Adriano di Roma, il tema della contrapposizione generazionale affonda le sue radici nella notte dei tempi. Anche la “sua“ generazione era tacciata d’essere fannullona e poco concreta, pur avendo la storia dimostrato l’esatto contrario. Il problema, secondo Chiesa, è una reale incomunicabilità, una preconcetta mancanza di fiducia  in una generazione che vive un mondo diverso e con esso dinamiche e problemi differenti, dove gli errori e le insicurezze dei figli sono da ricercare nelle mancanze dei genitori. Le nuove leve di cui si fa portavoce il film, hanno potenzialità ed ambizioni, ma anche fragilità e paure che devono essere guidate ed accudite con rispetto ed attenzione. Anche Abatantuono durante il dibattito, in risposta ad una domanda sulla sua condizione di padre, rimarca la differenza con il personaggio interpretato sullo schermo: “Credo di essere stato un padre presente per i miei figli, nonostante un lavoro che mi portasse, per ovvie ragioni, ad allontanarmi per lunghi periodi dalla mia famiglia. Come Vincenzo ho tre figli, a cui ho cercato, e tuttora cerco, di far sentire la mia presenza, anche se bisognerebbe chiedere  loro un giudizio in merito…(sempre se riuscite a trovarli)” . I giovani attori protagonisti, invece, rimarcano una mancanza di opportunità, un tardivo ricambio generazionale, spazi e sedie ancora occupate da adulti che non riescono realmente a passare il testimone e a porsi quindi come faro guida per i giovani. Il giudizio finale però, anche da parte loro, è unanime: “Con impegno,umiltà e dedizione, i risultati, in campo affettivo e lavorativo, arriveranno per tutti”.

Il film risulta essere un lavoro sicuramente riuscito, una commedia brillante e piena di significato, in equilibrio tra leggerezza e profondità. Gli attori, sinergici e complementari, offrono un’ottima prova sotto la guida del sempreverde Abatantuono. Buone infatti sono le prove di Matilde Gioli (Chiara), Andrea Pisani (Matteo) e Francesco Raimondo (Andrea). Anche Francesco Facchinetti, per la prima volta sul grande schermo, non sfigura al cospetto di professionisti di settore, risultando naturale e moderato nei panni del viscido Loris. Non un capolavoro, ma un film da godere, per riflettere più a fondo sulle incomprensioni e la mancanza di conoscenza di sé e degli altri. Approcciare con comicità e freschezza un tema così complesso e delicato è sicuramente un ottimo antidoto contro l’oblio e l’insuccesso umano e lavorativo dei “tempi moderni”.

BELLI DI PAPA’ – Il trailer

 

BELLI DI PAPA’ (Italia 2015, Commedia, 100′). Regia di Guido Chiesa. Con Diego Abatantuono, Francesco Facchinetti, Andrea Pisani Antonio Catania, Matilde Gioli, Marco Zingaro, Barbara Tabita, Uccio De Santis, Niccolò Senni, Francesco Di Raimondo. Colorado Film/Medusa Film. Uscita in sala: 29 Ottobre 2015.