Brooklyn, un melodramma che rafforza il mito del sogno americano

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La pellicola di John Crowley si avvale dell’ottima interpretazione di Saoirse RonanNoteVerticali_Brooklyn_11952. Ellis vive con la madre e la sorella in Irlanda. Per un futuro più radioso e, in cuor suo, felice, decide di migrare negli Stati Uniti in cerca di lavoro e successo. Durante un difficoltoso percorso di adattamento, Ellis conosce finalmente un italoamericano che lavora come idraulico, Tony. Lo guarda, lo conosce e ci si innamora. Proprio quando la sua vita sembra pendere verso la bilancia di ciò che è giusto per lei, ecco che la sorella scompare nella terra irlandese. Costretta quindi a tornare per stare vicina alla madre, Ellis si troverà ad affrontare sé stessa e la dura scelta di rimanere nella sua terra natale o tornare negli Stati Uniti. La vita della protagonista di Brooklyn sembra essere quella della giovane Saoirse Ronan. Non per nulla, anche lei si è trovata a combattere due realtà che hanno frettolosamente cambiato la sua vita precedente di bambina. Il regista si prende merito di portare tutto sul grande schermo con una realtà studiata a puntino e impacchettata a dovere. Sembra che il film sia stato partorito esclusivamente con lo scopo di portare avanti la carriera della giovane attrice, come per lanciarla ancora una volta dopo la sua performance in “Amabili Resti”, che subito la portò tra le grinfie del mondo e dei critici.

NoteVerticali_Brooklyn_2Nonostante il lento sviluppo degli eventi – vuoi per la struttura melodrammatica del film (comunque preparata a dovere), vuoi per una storia quasi priva di svolte materiali – il film di John Crowley si concentra ancora una volta sugli eventi e gli sviluppi psichici che la diversità e la scelta mettono sul piatto. Già si era visto qualcosa di simile all’interno della filmografia del regista con “Boy A” del 2007 (meno conosciuto ma più ricco di contenuti), in cui era un ragazzo a trovarsi faccia a faccia con un’altra realtà in cui lui stesso si sentiva un pesce fuor d’acqua. Tra il qualcosa di già visto e il qualcosa di artisticamente valido e ben impacchettato, Brooklyn sembra essere l’ennesimo film americano che, ancora una volta, ci parla di parte della storia del potente continente. La freddezza dell’America di un tempo – qui vista in una realtà ben disegnata e ben rappresentata anche sotto la sfera sociale che si scontra con la psicologia della protagonista – ci viene comunicata mediante un melodramma che vuole fare della nostalgia e del mezzo della scelta i suoi punti di forza più evidenti, riuscendoci quasi in pieno.

Un ottimo prodotto, dunque, se si parla di un pubblico tendenzialmente americano ormai abituato ad esprimersi solo ed esclusivamente con la propria storia che, si sa, già svariati film ne parlarono in precedenza. Nessuna meglio della Ronan, ovviamente, poteva incarnare meglio un personaggio così esteticamente perfetto (forse troppo) e interiormente complessato, diviso da due fazioni che appartengono a due posti completamente diversi dove lei, sola e incapace di scegliere, dovrà fare i conti con tutte le sue forze. Idea a tratti brillante e a tratti banale, quella di chiamare la protagonista Ellis, proprio come l’Island in cui, proprio in quegli anni, fu meta americana sicura per il futuro di centinaia di immigrati.

 

BROOKLYN – Il trailer

BROOKLYN (Irlanda / USA, 2015, Storico, 105’). Regia di John Crowley. Con Saoirse Ronan, Emory Cohen, Domhnall Gleeson, Jim Broadbent. Distribuzione Fox Searchlight Pictures.