Cabaret a Milano: Ingrassia e Ottonello nel Klub della Berlino anni ’30

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“C’era un cabaret ed un presentatore e una città chiamata Berlino in un paese chiamato Germania, ed era la fine del mondo”.
NoteVerticali.it_Cabaret_Ingrassia_Ottolenghi_foto_GiuliaMarangoni_1Il Teatro della Luna di Assago (MI) canta il suo “Willkommen, bienvenu” alla Compagnia della Rancia e al suo “Cabaret“. Il classico di Broadway, in una nuova e personalissima edizione firmata Saverio Marconi, sarà in scena a Milano fino al 22 novembre per poi toccare le altre città italiane.

Il sipario si apre sulla Berlino dei primi anni ’30, al preludio del più tragico evento della storia dell’umanità. Al Kit Kat Klub si canta, si balla, si beve. Ragazze in provocante lingerie ispirano le più sfrenate fantasie ai clienti del locale. Lì dove leggerezza e divertimento fanno da padroni, in un mondo di trasparenze e guepiere, non si vuole trovare spazio a pensieri e preoccupazioni. Neanche quando per le strade la minaccia nazista incombe.

NoteVerticali.it_Cabaret_Ingrassia_Ottolenghi_foto_GiuliaMarangoni_2Narratore delle vicende del night club berlinese è uno straordinario Giampiero Ingrassia nei panni del Maestro di Cerimonie, il mattatore e l’anima stessa del Kit Kat Klub. Riposta nell’armadio la comicità del Dottor Frankenstein, Ingrassia si cimenta in un accattivante e ammaliante maitre dalla moralità corrotta e decadente. Ambiguo, stravagante, tentatore. Sposa la filosofia del vivi e lascia vivere, secondo la quale -canta – i conflitti non esisterebbero se tutti guardassero il mondo con i suoi occhi. Gli occhi del Cabaret. Quel palcoscenico surreale dal quale non è disposto a scendere e che anche nel triste epilogo saluta con un “Auf Wiedersehen“.

Squadra che vince non si cambia: al fianco di Ingrassia ritroviamo tutto il meglio del cast del “Frankenstein Jr” che per tre stagioni consecutive ha fatto sbellicare dalle risate il pubblico italiano. Giulia Ottonello veste i panni di una fragile e vulnerabile Sally Bowles, il personaggio che nel 1972, anno di uscita della versione cinematografica del musical di Broadway, ha consacrato al mondo dello spettacolo l’intramontabile Liza Minnelli. Frivola, ambiziosa, assetata di successo, superficiale e cieca verso il mondo esterno che va a rotoli; fragile e scoraggiata dall’insuccesso, spaventata dall’ennesima gravidanza indesiderata, innamorata forse per la prima volta nella sua vita, e disperata ma ancora sognatrice nel drammatico numero in cui canta “La vita è un Cabaret“: Giulia Ottonello dà sapientemente voce e corpo alle mille sfaccettature della giovanissima soubrette inglese in cerca del successo in una Berlino che si appresta a chiudere le porte al mondo dello spettacolo. E ancora una volta dà prova sul palcoscenico delle sue indiscutibili doti canore. 

La parte dell’aspirante romanziere americano, Cliff Bradshaw, è affidata ad un bravo Mauro Simone che impersona il contrasto tra il mondo reale e quello delle piume e dei lustrini che si sveglia ogni notte all’alzata del sipario. Completano il cast altri pezzi da novanta del panorama italiano del musical: Altea Russo, Michele Renzullo, Valentina Gullace, Alessandro Di Giulio, Andrea Verzicco, Gianluca Pilla.

NoteVerticali.it_Cabaret_Ingrassia_Ottolenghi_foto_GiuliaMarangoni_3Ilaria Suss, Nadia Scherani, Marta Belloni sono invece le sensuali ragazze di un Cabaret che in questa terza edizione diretta da Saverio Marconi si distacca dal lato comico e grottesco del film, per dare libero sfogo ad una rivisitazione dell’opera in chiave più cruda e attuale. La scenografia è nuda: dietro un telo bianco che cela e svela si consumano i peccati carnali di una Berlino sull’orlo del precipizio. Funi penzolanti ed elementi scenici lasciati a vista a suggerire il labile (o forse inesistente) confine tra teatro e realtà. Sulle note jazz suonate dal vivo dall’orchestra diretta da Riccardo Di Paola, va in scena la morte di un’umanità troppo distratta, indifferente ed egoista, incapace di affrontare e opporsi a quella che oggi chiamiamo storia. Così quelle stesse funi che nel primo atto accompagnano succinte coreografie aeree delle ragazze, diventano tiranti per erigere la prigione mortale di quel gruppo di allegri ebrei.

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro della Luna (via G. Di Vittorio 6, Assago – MI) fino al 22 novembre 2015. Per maggiori informazioni consultare il sito www.teatrodellaluna.com

(Foto di Giulia Marangoni)