Carmen Consoli: un live “mediamente isterico”

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NoteVerticali.it_Carmen Consoli_live_1Sabato 11 aprile al Palalottomatica di Roma si è tenuto il concerto di Carmen Consoli con L’Abitudine di tornare Tour 2015, con un’impronta femminile decisa in cui la voce rock e la carica performativa dell’artista siciliana sono accompagnate dalla batteria di Fiamma Cardani, Roberto Procaccini alle tastiere e Massimo Roccaforte, da anni ormai accanto alla cantantessa, alla chitarra.

NoteVerticali.it_Carmen Consoli_live_3La cantantessa è tornata ad esibirsi live dopo 5 anni dall’Elettra Tour; lo show segue la pubblicazione del nuovo album “L’abitudine di tornare” che sancisce il tanto atteso comeback della cantante catanese. Il Palasport, gremito di fan, si accende alle 21,20 sulle note de “La signora del quinto piano”, contenuto nel nuovo album, con una partenza rockeggiante che valorizza l’arrivo sul palco di Carmen con la sua fedele chitarra ed il suo sguardo “severo e vigile” accompagnato dal basso elettrico di Luciana Luccini. Si pensava che durante lo show la Consoli avrebbe cantato maggiormente le tracce dell’ultimo album; e invece con grande stupore il suo pubblico è stato trasportato nel suo splendido excursus di rocker proponendo successi degli album “Confusa e felice” e “Mediamente isterica”, dischi che ancora oggi restano pietre miliari del repertorio consoliano e che l’hanno resa celebre a critica e pubblico.

Un tour puramente rock dove Carmen non è “Per niente stanca” di celebrare brani storici come “Besame Giuda”, “Fino all’ultimo”, “Geisha”, che infiammano il pubblico adrenalinico urlante insieme a lei “Ho pagato fino in fondo” sulle note di “Sentivo l’odore”. Carmen si autodefinisce “una fimmina monotasking”; sul palco o canta o parla. Step by step.

NoteVerticali.it_Carmen Consoli_live_2Così, dopo la parte rock, arrivano i successi tratti dal suo greatest hits “Guarda l’alba”, scritto da Tiziano Ferro, e “AAA Cercasi”, brano sulla condizione femminile nella società androcentrica. Non risparmia neanche una nota della versione originale con la sua voce di narratrice verista; una donna che scruta l’esterno e lo riporta su note di cronaca di oggi e domani. Il vigore di “Stato di necessità” e “Fiori d’arancio” lasciano lo spazio alla parte intimamente acustica dello show, dove la cantantessa propone le meravigliose “Blunotte”, “In bianco e nero” e “L’ultimo bacio”: anche qui funziona tutto alla perfezione con il pubblico ammaliato da una raggiante Catania e da quei violini suonati dal vento.

Interpretazione impeccabile di una donna con la D maiuscola che incontra vocalmente i fan sulle storiche note di “Bonsai #2” con l’indimenticabile strofa “Oderc ni em”. Il palco, verso la fine dello spettacolo, vede come ospite Luca Madonia dei Denovo, che con Carmen, forti entrambi delle radici catanesi, rifà “Grida” e “L’alieno“, brano presentato a Sanremo 2011 con Franco Battiato. In chiusura arrivano “Confusa e felice” e la storica “Amore di plastica”, canzoni che hanno ancora oggi la potenza corale di 20 anni fa.