The Chemical Brothers: visioni chimiche al Rock in Roma

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NoteVerticali.it_The Chemical Brothers_RockInRoma_020715_1E’ un pubblico variegato quello che si presenta ai piedi del palco dell’Ippodromo delle Capannelle al Postepay Rock in Roma il 2 luglio: i Chemical Brothers stasera hanno aggregato proprio tutti, dai ragazzi giovanissimi accompagnati dai genitori, ai capelloni adepti del black metal, fino anche a signori dalla lunga barba bianca, in camicia e con tanto di pipa accesa.

Il palco, con il suo megaschermo sul fondale e i due schermi laterali, comincia a scaldarsi alle 19 con il rock elettronico dei Joycut, trio italiano, e i Moods, vincitori del «Postepay Rock in Roma Factory». Alle 21.30 il dj set di Flume, il giovane talento australiano già affermato sulla scena elettronica internazionale, prepara il pubblico alla serata. Al concerto vero e proprio seguirà il dj set di Jeff Mills, dj e produttore della scena techno di Detroit.

Passate le 22 ci vuole quasi un’ora prima che il palco sia pronto ad accogliere il duo, formato questa volta da Tom Rowlands, con i suoi caratteristici occhiali, e Adam Smith in sostituzione di Ed Simons. Il secondo “fratello”, ancora totalmente attivo nella fase di produzione e incisione, è stato assente durante la maggior parte dei live degli ultimi anni per dedicarsi più strettamente ai suoi impegni accademici. La sua assenza in ogni caso è difficilmente notabile: Adam Smith, compositore, regista e video artista, cura da tempo il lato visivo delle performance del gruppo e non ha alcuna difficoltà a reggere il palco anche musicalmente.

CHEMICAL BROTHERSUn momento improvviso di buio e il concerto si apre sull’inconfondibile intro di “Hey Boy, Hey Girl”: la folla non può fare altro che esplodere. I due artisti sono al centro del palco, circondati da infiniti sintetizzatori e tastiere, al buio: risalta solo la luce del megaschermo, che disegna suggestivamente la loro silhouette. Il video del ballerino inglese Akram Khan, celato da una tuta nera a strisce fluorescenti, accompagna il brano preannunciando l’intenso spettacolo visivo che sarà parte del concerto. La potenza esplosiva di un suono dalla definizione impeccabile cattura tutti gli spettatori con il meglio del repertorio del duo britannico, scatenando le danze a ritmo del Big Beat.

Si passa dalle angoscianti inquadrature in bianco e nero di “Do It Again” alle scintillanti acrobazie dei due roll skater che accompagnano il nuovo singolo “Go”, tratto dal nuovo lavoro “Born in the Echoes” in uscita il 17 luglio. Sulle prime note di “Swoon” la sagoma luminosa di una ragazza in corsa sembra letteralmente prendere forma dal fumo che invade il palco, dove i due musicisti catturano tutti gli sguardi con le braccia alzate e i loro movimenti disinvolti.

Dai momenti di puro light show, con luci che colpiscono il pubblico e l’uso massivo di immagini psichedeliche, si passa alla cara vecchia scenografia pesante sul ritmo di “Elektrobank”, quando due robot giganti calano sul palco sparando luci laser a tempo con la base: a quasi vent’anni dalla sua uscita, il singolo cattura ancora l’attenzione di tutti.

NoteVerticali.it_The Chemical Brothers_RockInRoma_020715_3Vengono ripercorsi molti dei grandi successi della discografia del gruppo, sotto gli sguardi estasiati degli spettatori sempre più rapiti. Un momento di rilassamento sulle note di “The Sunshine Underground”, con la sua partenza morbida, poi ancora avanti al suono delle potenti batterie e dei suoni acidi che da sempre contraddistinguono il sound dei Chemical Brothers.

Una sola brave pausa prima della fine, poi l’esibizione si chiude con “The Private Psychedelic Reel”, spinta fino all’estremo della sua durata; sul video una coloratissima carrellata di immagini di vetrate medievali scorre in sincrono col ritmo del brano. La musica si conclude nell’eccitazione generale. Finita la fase adrenalinica e la carica esplosiva, passato il momento delle immagini allucinate, quello che rimane è un lungo applauso entusiasta. E il megaschermo, sull’uscita dei due, mostra il messaggio alla base di tutto il loro progetto: “Love is all”.