Come un gatto in tangenziale: Paola Cortellesi e Antonio Albanese in una commedia che invita alla riflessione

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Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

Stereotipi e luoghi comuni sono stati per anni la base da cui partire per gli sceneggiatori di commedie. La parentesi migliore del nostro cinema ha sempre utilizzato gli usi e le abitudini dell’italiano per costruirci sopra riflessioni risate e qualche lacrima. Registi come Monicelli, Risi o Sordi  sono stati in grado di raccontare il Belpaese partendo da quella malinconia insita mista a una furbizia , spesso troppo palesata, e quell’invidiabile incoerenza strettamente legata all’istinto di sopravvivenza.

In Come un gatto in tangenziale Riccardo Milani propone una commedia provando, come aveva già fatto in precedenti lavori, a non abbandonare una riflessione di solito totalmente estranea al cinepanettone natalizio classico. La figlia di un radical chic romano si innamora del figlio di una borgatara i due ragazzini provano a far conoscere le rispettive famiglie che si scontreranno sulle loro idee di vita. Dopo un conflitto , capiranno le differenze uscendone arricchiti entrambe. Un film normale che ha il pregio di proporre non solo la facile battuta, che un soggetto simile porterebbe con sé, ma anche una riflessione su quanto universi non necessariamente paralleli possano vivere serenamente insieme a patto che se ne rispettino le differenze. Ottime le prove di Antonio Albanese e di Paola Cortellesi, nel ruolo del padre facoltoso e snob, lui e della coatta dal cuore d’oro, lei. Dopo Mamma o Papà? l’affinità della coppia appare ancora più efficace, sono affiancati qui da ottimi comprimari tra i quali figura un Claudio Amendola in versione “Raffaella Carrà” capace di essere un’ulteriore anima della vicenda. Dialoghi di ritmo e a tratti molto efficaci completano questo tentativo di elevare il film situazionista, basato su una sequela di siparietti, a una vicenda dalle diverse sfaccettature.

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Senza scomodare i cavalli di razza di un periodo che non esiste più, si può dire che la commedia italiana è in salute e sta lavorando per tornare a un’ottima salute. Forse, parlando di sceneggiatori, osando un po’ di più ed essendo meno schiavi del politicamente corretto i risultati sarebbero ancora migliori.

COME UN GATTO IN TANGENZIALE (Italia 207, Commedia). Regia di Riccardo Milani. Con Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Sonia Bergamasco, Luca Angeletti, Antonio D’Ausilio. In sala dal 28 dicembre 2017. Vision Distribution.