Con tutto il mio amore: Ornella Lorenzano in un dramma tra passato e presente

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Federico Mattioni, rapportando la vita e i sensi al cinema, sta tentando di costruire un impero del piacere per mezzo della fruizione e della diffusione delle immagini, delle parole, dei concetti. Adora il Cinema, la Musica e la Letteratura, a tal punto da decidere d'immergervi dentro anche l'anima, canalizzando l'energia da trasformare in fuoco, lo stesso ardere che profonde da tempo immemore nelle ammalianti entità femminili.

Una giovane ragazza sui trent’anni, sola entro quattro mura con i suoi bianchi e macchiati indumenti; sola con il suo passato, con la sua infanzia, con il presente fin dentro un futuro impedito. Accusata di un presunto crimine e rinchiusa in manicomio, l’accerchiata vittima è preda di stadi emotivi in netta contrapposizione fra l’ipocondriaca sospensione, una repellente solitudine, una violenza rimossa fra i rimorsi della coscienza, tristezza mista a rabbia espansa.

È tra passato e presente che si snoda il dilemma, messo in piedi con mano chiara e diretta, senza sorprese ma con qualche sussulto, dall’autore Giancarlo Moretti e interpretato in piena e vera sintonia dalla bravissima Ornella Lorenzano, protagonista di una performance densa e proteiforme, dalle linee tratteggiate amabilmente a spirale, fra le rime baciate di un gorgo legnoso nel quale si cade facilmente in trappola, fra le menzognere manovre del personale che la assiste ma che il pubblico non può vedere, poiché è il pubblico stesso a vedersi il dito puntato contro (testimone soggettivo/oggettivo delle malefatte), prendendo parte al disagio consapevolmente smosso della donna. Il testo lotta continuamente con la concezione del ciò che era suo e che ora non lo è più, con la melanconia tritata e incommensurabile a impostare il tono, fra nenie e silenzi eco della calotta cranica.
Noduli di luci e ombre disegnano i tratti dell’unico corpo in scena, mentre abbaglianti immagini di ricordi illuminano le tortuose ossa colpite dalla distillante verità.
Abbandonata a se stessa, Moretti le offre tutto lo spazio dentro la prigione, le regala la scena tutta intera e la fa muovere angusta su un recintato macchiato dal peccato della colpa, fra le brame impure dell’infantile disegno.
C’è il segno, stella stellina. Alza il mento al cielo coperto e scendendo ritrova il mondo o quel che ne rimase quando poteva esser toccato con mani, strette in un abbraccio lungo una vita.

CON TUTTO IL MIO AMORE, scritto e diretto da Giancarlo Moretti, con Ornella Lorenzano. Teatro Le Sedie, vicolo del Labaro, 7, Roma.

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