Downton Abbey: al cinema la saga ideata da Julian Fellowes

D0981F68-4246-4082-A793-C044B3E53E02

Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

La linea che divide il cinema dalle serie tv è stata azzerata qualche anno fa anche grazie a un signore che si chiama Julian Fellowes che, da finissimo scrittore qual è, si è inventato una serie televisiva in grado di mescolare ironia e conflitti sociali, quella serie era Downtown Abbey. Sei stagioni che hanno fatto la storia del piccolo schermo elevando i prodotti televisivi a un livello paritario con quelli cinematografici. Dopo qualche anno di attesa arriva in sala il film tratto dalla serie, che torna a raccontarci le vicende dei Grantham e della loro servitù bizzarra e al tempo stesso molto professionale.

Una lettera inaspettata annuncia la visita dei reali nella dimora con contorno di parata e cena di gala. Questo evento si trasformerà in una sfida per fare un’ottima figura con il re e la regina d’Inghilterra. Ecco il ritorno di quei personaggi che avevano fatto la storia di Downtown come MrCarson, ormai in pensione, oltre a tutto lo staff storico che dovrà vedersela con la reale servitù al seguito del corteo delle loro maestà. Fellowes, autore della sceneggiatura, sceglie di ripercorrere lo schema degli speciali Natalizi: una puntata ritagliata attorno a un unico evento straordinario. Lo spettatore sarà deliziato dalle considerazioni ironiche e i dialoghi arguti di un’immancabile Lady Violet, straordinariamente interpretata da Maggie Smith. Si lavora approfondendo le personalità dei due mondi, popolare e nobile, che viaggiano da sempre sue due linee rette non incontrandosi mai del tutto.

Il film si regge su una sceneggiatura perfetta, come Fellowes è solito fare, che riesce a catapultare lo spettatore in un momento storico molto affascinante come l’Inghilterra dei primi del 900, ma anche la costruzione formale delle ambientazioni e la fotografia sono di una raffinatezza rara. Saranno pienamente soddisfatti gli estimatori storici della serie, ma anche chi non ha seguito in maniera maniacale le vicende del Duca e la sua famiglia potrà apprezzare quel mondo fatto di merletti e pizzi così lontano e per questo così affascinate. Una menzione va riservata alla più grande qualità del film, che poi era quella della serie, saper approfondire tutti i personaggi rendendoli un insieme di storie da cui si potrebbe partire per altrettanti spin off. Un mondo ispirato a quel piccolo gioiello di Robert Altman che risponde al nome di Gosford Park, non a caso sceneggiato da Julian Fellowes.