Edda, graziosa utopia e nobilissima purezza di una voce unica

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

Abbiamo visto l’ex frontman dei Ritmo Tribale in concerto al Teatro dell’Acquario di Cosenza

Ci sono strane alchimie per le quali il talento e il successo difficilmente viaggiano di pari passo. Ce ne sono altre, e altrettanto strane, per cui le occasioni nella vita di un artista non capitano solo una volta, e quindi sono destinate a ripresentarsi piuttosto che svanire per sempre. Pensiamo a tutto questo riacquistando la luce delle tenebre in una bella serata di primavera dopo aver ascoltato in concerto Stefano Rampoldi, per i più Edda. Un nome d’arte da ventennio, ma soprattutto una voce dalla vitalità dirompente, ascoltata in un live per pochi intimi nella congiunzione illuminata del Teatro dell’Acquario a Cosenza, grazie all’associazione “Il Filo di Sophia”. Una “Graziosa Utopia”, per citare inevitabilmente il nuovo lavoro discografico (su etichetta Woodworm Label) dell’ex frontman dei Ritmo Tribale, che si è concretizzata su un palcoscenico di periferia e alla quale avremmo volentieri regalato maggiori spazi, se non altro per l’acustica, troppo penalizzata.

Edda è quello che vedi, nella sua fragile figura che si schermisce davanti agli applausi del pubblico e che non perde l’occasione per avvicinarsi a chi gli sta di fronte anche attraverso frasi quasi infantili ma genuine (il richiamo alla sopressata, al vino, alla bellezza della Calabria e di Cosenza, o il lapsus quasi puerile che scambia, nel nome degli organizzatori, Sophia con Sonia). Canzoni che volano via veloci, da “Il santo e il capriolo” (nel quale ribadisce di aver preso il nome d’arte dalla mamma, nata appunto in epoca fascista) a “Benedicimi” (“ti prego non scopare la mia tenerezza“), suonate da una band di tutto rispetto – che ha visto il cantautore accompagnarsi a Fabio Capalbo alla batteria, Luca Bossi a basso e tastiere, e Francesco Capasso alla chitarra – e che raccontano i sentimenti nelle declinazioni di anni volati via, come canta in “Brunello”, altra traccia ospitata in scaletta e senz’altro tra quelle più evocative del disco appena uscito.

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Un lavoro autobiografico, non c’è che dire, in cui l’artista milanese si mette davanti allo specchio e racconta tutta la propria disperazione. E lo fa con una voce che, a cinquantaquattro anni, oltre a competere agevolmente con colleghi più blasonati e più giovani, colpisce davvero dritto al cuore. Senza se e senza ma. E, talebani e puristi ci perdonino, ci sembra quasi di ascoltare la reincarnazione di Demetrio Stratos. Merito di un talento puro e scevro da compromessi, fortunatamente non sepolto dalle traversie esistenziali, e capace di riportare alla memoria melodie che miscelano sapientemente il rock elettrico con il pop quasi sentimentale. E’ il caso de “L’innamorato” e di “Mademoiselle”, tra i recuperi più apprezzati dal suo repertorio, e soprattutto di “Spaziale” o di “Un pensiero d’amore” che, e non siamo certo i primi a scoprirlo, richiamano passaggi armonici che rimandano alla sensualità della Mina da hit parade, con un linguaggio senza inibizioni che grida, ancora una volta, tutta la disperazione di rapporti mai semplici e lineari (pensiamo all’esplicita violenza di un testo come “Picchiami”).

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Una disperazione fatta di dolore estremo (nel bis c’è spazio anche per “Milano”) e spiritualità, nella quale trova posto il desiderio di purezza come soluzione estrema e rivoluzionaria (“…io che ho fatto tante cose ho tutto il male del mondo, puniscimi e gettami nel fango da cui ne uscirò biondo…”) e che viene raccontata da chi davvero ha provato tutto, dal successo della notorietà al baratro dell’abisso della droga. Una catarsi non certo leggera, che restituisce oggi un Edda senz’altro più forte, che reagisce con tenerezza agli applausi di chi, anche a Cosenza, ha apprezzato e ama la sua rinascita artistica e umana che profuma di riscatto, e di nobilissima purezza.

EDDA in concerto, Cosenza, Teatro dell’Acquario, 24 aprile 2017.

EDDA – BENEDICIMI