Ernesto Orrico e l’umanità dolente di Joe Zangara

NoteVerticali.it_Ernesto_Orrico_Massimo_Garritano_Joe_Zangara_2

Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

Intervista all’attore e regista calabrese che ha portato in scena la vicenda dell’uomo che, nel 1933, tentò di uccidere Roosevelt…..

Una vicenda oscura e dimenticata, quella di Joe Zangara, l’anarchico di origini calabresi che a Miami tentò di uccidere il presidente Franklyn Delano Roosevelt, in un attentato nel quale perse la vita il sindaco di Chicago Anthon J. Cermak. Era il 1933, Zangara aveva 33 anni e fu condannato alla sedia elettrica. La sua figura è stata riportata alla memoria grazie a Ernesto Orrico, autore, attore e regista teatrale tra i più validi del panorama contemporaneo, che ha voluto realizzare un reading che ha debuttato per un pubblico ristretto lo scorso 20 marzo al DAM dell’Unical. Abbiamo incontrato Orrico a margine dello spettacolo.

Chi era davvero Joe Zangara? 
Il memoriale che ha lasciato prima di morire sulla sedia elettrica restituisce la storia di un uomo che ha dovuto lottare sin dalla più tenera età contro diverse avversità e svariate sfortune, che ha cercato nell’emigrazione un riscatto sociale che non ha trovato. Una storia senza happy ending la sua, una vicenda umana che non culmina con la realizzazione del sogno americano.

In realtà il suo è un gesto di violenza esasperata verso chi rappresenta il potere e le istituzioni…
Zangara, seppure in maniera confusa e contraddittoria, rivendica il suo essere comunista. Il suo gesto estremo è contro il potere del capitalismo, in questo mi ha ricordato altre vicende di sovversivi italiani che a cavallo del Novecento hanno compiuti altri atti estremi nei confronti di re e presidenti.

Possiamo definirlo uno sconfitto?
Zangara è uno sconfitto, un ultimo della Storia, un uomo che ha scelto di compiere un atto di violenza estrema di cui non si è pentito neanche in punto di morte. Eppure nelle sue parole si evidenzia una umanità dolente che mi è sembrato giusto divulgare, far conoscere.

Joe Zangara, nel 1933, nel corso del processo che lo portò alla morte
Joe Zangara, nel 1933, nel corso del processo che lo portò alla morte

Parlare di Zangara significa parlare di immigrazione, un tema attualissimo e controverso, oggi più di ieri. Cosa possono fare il teatro e la cultura in genere per trasmettere nel pubblico un messaggio di accoglienza, di rispetto e di integrazione nei confronti delle minoranze?
Il teatro che fa un servizio alla comunità è quello che si fa carico di raccontare vicende estreme che possono diventare paradigmi, è quello che si confronta con la complessità del vivere umano, che interroga, che mette in crisi, che non garantisce soluzioni precotte e risposte univoche. Un teatro che ponga incessantemente nuove domande e che metta in luce le contraddizioni del nostro esistere su questo pianeta ha ragione di esistere e può generare crescita civile, aumentare la tolleranza e facilitare l’integrazione culturale. Tutto il resto è intrattenimento.

Qual è il contributo musicale portato da Massimo Garritano al reading?
Anche Massimo Garritano è rimasto affascinato da questa storia e ha scelto di accompagnarmi in questo viaggio suonando il bouzuchi e il dobro, uno strumento tipicamente mediterraneo e uno tipicamente americano, utilizzandoli senza cercare soluzioni musicali filologicamente corrette da un punto di vista storico, anzi facendoli interagire con la narrazione in maniera molto aperta e contemporanea, evitando un approccio didascalico che sottolineasse la drammaticità degli eventi, ma piuttosto scegliendo soluzioni che svolgono un contrappunto sonoro ai fatti narrati in voce.

Perchè portare in scena il reading circoscritto a un pubblico ristretto? Ci saranno altre repliche?
Il reading è stato proposto ad un pubblico ristretto perché è ancora in una fase sperimentale e avevamo bisogno di iniziare a capire che tipo di reazione avrebbe suscitato, il feedback che abbiamo ricevuto dopo la replica segreta al DAM dell’Unical dello scorso 20 marzo è stato estremamente positivo e già nel mese di aprile torneremo a proporlo in altri contesti.

Acquista su Amazon.it