Escape room: da Adam Robitel un thriller prevedibile ma piacevole

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Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

Il cinema dovrebbe essere, anzitutto, una forma d’intrattenimento, va da sé che quando le idee mancano è opportuno variarne alcune già collaudate. Escape room di Adam Robitel è un insieme di film horror conosciuti al grande pubblico che prova, riuscendoci in alcune parti, a divertire. Sei personaggi che non si conoscono sono imprigionati in uno scantinato e obbligati a  risolvere enigmi e prove di destrezza per uscire vivi. Un misto tra Saw e The Game con un pizzico di Hostel in cui, essendo noto il formato, al regista non rimane che giocare sul tempo per tenere alta la tensione.

Lo svolgimento della trama è facilmente prevedibile ma il prodotto finale funziona per un’amante del genere. Il genere terrifico costa poco e garantisce incassi in grado di ripagare abbondantemente i costi di produzione, anche per questo rimane una scelta obbligata per tanti professionisti del cinema (sceneggiatori, registi e attori) che attraverso queste pellicole sono stati in grado di condurre carriere di tutto rispetto. Gli autori del film fanno una scelta ben precisa che è quella di concentrare sul “quando” l’attenzione del pubblico. Gli enigmi non sono particolarmente difficoltosi e il rapitore di turno si palesa (almeno come identità) molto velocemente così come il filo che unisce i prigionieri. La maggior parte della vicenda ruota attorno all’attesa di un finale positivo o negativo per i malcapitati, senza approfondire eccessivamente la parte del mistero e virando alla violenza nella parte conclusiva.

Un prodotto che si dimenticherà presto, ma allo stesso tempo in grado di poter essere piacevole. Recitato da attori semi sconosciuti (gli horror non richiedono volti noti) e sceneggiato in maniera scolastica farà annuire gli amanti del genere. L’idea di porre l’attenzione su delle stanze chiuse, utilizzandole come metafore della vita, dalle quali ognuno di noi deve evadere è di estremo valore, avrebbe meritato un approfondimento meno superficiale ma, in un periodo storico, dove la superficie regna, è giusto che anche le pellicole si adattino.

ESCAPE ROOM (Usa 2019, Thriller/Horror, 99′). Regia di Adam Robitel, con Deborah Ann Woll, Tyler Labine, Taylor Russell, Logan Miller, Nik Dodani. In sala dal 14 marzo 2019. Warner Bros Italia.