Fabio Ferrone Viola: Crush – Manifesto Globale, il riciclo come atto d’amore

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Siciliana DOC, laureata in Comunicazione, non riesce a staccarsi da Roma nonostante tutte le contraddizioni e i problemi. Ama l'arte in tutte le forme espressive e adora leggere. E' alla ricerca di un po' di equilibrio

Una mostra sull’arte originalissima che assicura nuova vita ai rifiuti trasformandoli in ulteriori risorse

NoteVerticali.it_Fabio_Ferrone_Viola_FlagLattine, tappi, tastiere per pc, schede madre, vecchie cartoline, statuine di plastica, musicassette, questi e altri materiali di scarto sono gli elementi da cui prendono vita le opere dell’artista Fabio Ferrone Viola in Crash – Manifesto Globale, in programma fino al 31 luglio al Complesso del Vittoriano.

Crash è una mostra sull’arte del riciclo, il termine indica appunto l’arte di schiacciare le lattine, elemento o se vogliamo, colore principale delle opere di Ferrone, per dar loro una nuova vita, attribuendovi una funzione originale e diversa una volta esauritasi quella principale.

Manipolare, modificare, trasformare i rifiuti in qualcosa di nuovo, inventarsi e attribuirvi una finalità “altra” è per l’artista un modo per richiamare l’attenzione sul problema del degrado e del disastro ambientale, per sensibilizzare le coscienze ad un più virtuoso uso delle risorse a nostra disposizione.  In aperto contrasto con la cultura dell’usa e getta da cui inevitabilmente deriva la cultura dello spreco, Crash propone una cultura del recupero, mostrando come il riciclo possa sublimare i rifiuti attribuendovi dignità artistica.

NoteVerticali.it_Fabio_Ferrone_Viola_Love2Così Fabio Ferrone: “Schiacciare è la forma di arte che uso per far capire il mio stato d’animo che subisce la pressione dell’ambiente in cui viviamo e, ricollegandolo al sottotitolo della mostra, il manifesto rimanda a una dimensione più ampia e sociale. Viaggiando moltissimo per lavoro, prima di aver intrapreso la mia carriera artistica, ho potuto constatare come in tutto il mondo ci sia questa malsana usanza di gettare le cose in terra. Ho trovato lattine schiacciate ovunque e così ho cominciato a raccoglierle e metterle da parte: da New York a Parigi, dall’Asia all’Africa ho avuto modo di verificare quanto comune sia questo gesto d’inciviltà, e ho cominciato a pensare di realizzare qualcosa utilizzando questi rifiuti e riproporli come veicolo d’arte per lanciare uno spunto di riflessione, un messaggio di Amore (tanto è vero che molte delle mie opere riportano la parola “Love” nel titolo) che possa smuovere le coscienze e ricominciare a far apprezzare la bellezza che ci circonda.”

NoteVerticali.it_Fabio_Ferrone_Viola_J_F_KennedyIl Crashismo del Ferrone può essere considerata una nuova espressione di Pop Art e difatti osservando le sue opere non si può non pensare a Andy Warhol e alle sue produzioni. La Pop Art attribuiva senso e significato artistico ad oggetti comuni, d’uso quotidiano, così la corrente di Ferrone ridona validità artistica a quegli stessi oggetti ad un livello addirittura superiore, ovvero una volta divenuti rifiuti. Trovando per questi una nuova collocazione e nuove modalità di fruizione. Come Warhol anche Ferrone propone i ritratti dei miti americani come JFK e Marilyn Monroe, riprodotti sapientemente attraverso le lattine di Cola Cola. Ancora, un altro elemento tipico della Pop Art cioè la serialità, la riproduzione molteplice dello stesso soggetto è presente in Ferrone nella riproduzione della parole LOVE, come ad affermare e sottolineare l’importanza della stessa e del significato profondo che veicola.

La Pop Art rivolgeva la sua attenzione agli oggetti, linguaggi e miti della società dei consumi, servendosene per porre l’attenzione e contestare quella stessa società: il consumismo eccessivo eletto a stile di vita, la mercificazione dell’uomo moderno, l’ossessione del possesso, il bombardamento pubblicitario.

Come la Pop Art, il Crashismo vuole essere specchio dei nostri tempi, veicolare messaggi forti e d’impatto, far vedere, mostrare e dimostrare, farsi strumento di denuncia ponendo l’accento sul problema dello spreco e sui danni da esso derivanti, stimolare alla riflessione e alla presa di posizione. Invitare ad agire. L’atto del riciclare si pone, dunque, come atto virtuoso, rivoluzionario, creativo.

All’interno della mostra una riproduzione video di immagini shock che racconta i danni prodotti dall’inquinamento, attraverso gli scatti fotografici realizzati dagli allievi della Rufa –Rome University of Fine Art, a Roma e dintorni.

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Fabio Ferrone Viola. Crush – Manifesto Globale – Complesso del Vittoriano, ala Brasini – Dal 5 al 31 Luglio. Ingresso gratuito