First Man: Ryan Gosling fa rivivere l’impresa di Neil Armstrong

First Man: Ryan Gosling fa rivivere l’impresa di Neil Armstrong

Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

Ci vuole coraggio a portare sullo schermo la stragrande maggioranza delle vicende passate. La storia del primo allunaggio è una pagina malinconica per tutte quelle persone che hanno spento da qualche tempo le sessanta candeline, per gli altri è una leggenda, un sentito dire o al più tardi una fiaba. First Man, l’ultimo film di Damien Chazelle, racconta come un gruppo di “mariani dello spazio” ha interpretato l’evento epocale della seconda metà del 900. Ryan Gosling, nel ruolo di Neil Armstrong, garantisce quel tocco di blockbuster necessario alla buona riuscita dell’operazione. Il resto si farebbe comunque da solo. Un film buono, che approfondisce il contesto socioculturale dell’America negli anni ’60 e prova a spiegare il valore di un idea così ardua come raggiungere la luna. Una sceneggiatura interessante e una buona fotografia rendono il film guardabile, anche se non a tutti potrebbe interessare lo studio delle personalità e delle disgrazie degli astronauti. Il regista si chiede quanto ne sia valsa la pena affrontare un’impresa come quella di andare sulla Luna e prova a spiegare il suo punto di vista.

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Un prodotto asettico, in grado di rendere una pagina della storia mondiale (dire statunitense sarebbe riduttivo) provando ad analizzare la condizione generale e delle successive rivolte per i diritti civili che partendo dagli Usa si sono allargate a macchia d’olio ovunque. Gosling rende degnamente un Armstrong duro, segnato dalla vita e dalla morte della figlia ma in grado di reagire. Partecipare a una missione di portata storica è il suo modo per non arrendersi, un cow boy che ha ancora il desiderio di andare verso il tramonto scoprendo cosa lo aspetterà domani. La vita di cinquant’anni fa era molto più ordinata, esistevano delle regole che Chazelle mette in scena in maniera egregia. Un mondo dove i ruoli erano definiti, così come lo è la regia. Un impianto classico che scorre senza slanci ma anche senza intoppi portando lo spettatore in un intrattenimento divulgativo che potrebbe interessare anche a chi non ha mai capito perché la smania di esplorare sarà per sempre patrimonio dell’uomo.

FIRST MAN (Usa 2018, Biografico/Drammatico/Storico, 141′). Regia di Damien Chazelle, con Ryan Gosling, Claire Foy, Jason Clarke, Kyle Chandler, Corey Stoll, Patrick Fugit. Universal Pictures. Uscita 31 ottobre 2018.