Frame: Alessandro Serra anima i quadri di Edward Hopper

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Siciliana DOC, laureata in Comunicazione, non riesce a staccarsi da Roma nonostante tutte le contraddizioni e i problemi. Ama l'arte in tutte le forme espressive e adora leggere. E' alla ricerca di un po' di equilibrio

“Di Hopper non mi interessano le indubbie qualità pittoriche quanto piuttosto la capacità di imprimere sulla tela l’esperienza interiore. Ricrearla in scena. Farla vedere, anche solo per un istante. Nei suoi quadri non vi è alcuna intenzione morale o psicologica, egli semplicemente coglie il quotidiano dei giorni.” (Alessandro Serra)

Al Teatro Vascello, il regista Alessandro Serra porta in scena Frame, uno spettacolo ispirato all’universo artistico e alla concezione pittorica di Edward Hopper, esponente del Realismo Americano. Ciò che Hopper imprime alle sue opere non è tanto un ben determinato scopo politico o sociale, non veicola attraverso di esse un messaggio specifico rivolto all’esterno, alla realtà che sta fuori, piuttosto rivela una realtà interiore, la verità della coscienza.  Allo stesso modo non c’è, nelle sue tele, una dimensione fisica concreta, bensì una dimensione atemporale, metafisica, volta a illuminare la solitudine e la malinconia dell’animo e dell’essere. Opere come domande che pendono sulla nostra quotidianità.

La grande arte è l’espressione visibile della vita interiore di un artista, e da questa vita interiore nascerà la sua personale visione del mondo. Nessuna abile invenzione può rimpiazzare un elemento fondamentale come l’immaginazione. (…) La vita interiore di un uomo è un regno vasto e variegato e non riguarda solo piacevoli accordi di colore, forma e disegno” Edward Hopper.

Sulla scena, il regista Alessandro Serra, dà vita, anima quelle opere, rappresentazioni del carattere meditativo e introspettivo dell’uomo; i frammenti di vita quotidiana in esse rappresentati diventano pretesto per un racconto visivo, delicato e malinconico allo stesso tempo. Una cornice aperta verso l’interno. Si tratta di “opere straordinarie compiute attraverso l’ordinario. Quanto più consuete sono le ambientazioni, abitate da figure semplici, tanto più si rivela la magia del reale.” sottolinea Serra, “non c’è tempo per descrivere, tutto accade in un soffio. C’è un dentro e c’è un fuori che osserva ma non vi è alcun intento voyeuristico, nessuna perversione. Una castità e un pudore che si sprigionano quando si è riconciliati, calmi, scaldati dal sole. Quando la frattura interiore è già avvenuta in noi e tutto scorre senza rimpianti, lasciando che la vita che ci resta abbia il suo giusto decorso.  Nessun evento sensazionale. Semplicemente un attimo in cui tutto cambia, senza clamore”.

FRAME, regia Alessandro Serra; con Francesco Cortese, Riccardo Lanzarone, Maria Rosaria Ponzetta, Emanuela Pisicchio, Giuseppe Semeraro. Al Teatro Vascello di Roma.