Guercino tra sacro e profano: Piacenza indossa il suo vestito migliore

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Scrittrice freelance amante dell'arte, della letteratura e dello sport.

Noi piacentini, si sa, siamo un popolo di timidoni.

Un po’ come la nostra città che, chiusa tra le sue quattro mura, fatica ad uscire da una pacata riservatezza quasi mai messa in dubbio dagli eventi.

Dal 4 marzo, però, qualcosa è cambiato: grazie alla mostra “Guercino tra sacro e profano”, a cura di Daniele Benati e Antonella Gigli, la città di Piacenza ha aperto le sue porte alla scoperta non solo della rassegna ma anche delle varie bellezze locali.

La manifestazione promossa dalla Fondazione Piacenza e Vigevano, dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio, dal Comune di Piacenza con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, del MiBACT e con il contributo della Camera di Commercio di Piacenza e sponsor Crédit Agricole Cariparma, porta il fulcro di tutta la manifestazione alla Cattedrale, la cui cupola ospita un ciclo di affreschi realizzato da Guercino tra il 1626 e il 1627 e che si presenterà con una nuova illuminazione realizzata da Davide Groppi.

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I visitatori avranno dunque l’occasione di salire all’interno della Cupola del Duomo di Piacenza e ammirare da vicino i sei scomparti affrescati con le immagini dei profeti Aggeo, Osea, Zaccaria, Ezechiele, Michea, Geremia, le lunette in cui si alternano episodi dell’infanzia di Gesù a otto affascinanti Sibille e il fregio del tamburo. Già 26 mila le salite registrate, un successo che ha spinto gli organizzatori a prorogare l’accessibilità all’evento, inizialmente destinato ad esaurirsi il 4 giugno ma che deve, ora più che mai, far fronte alle ancora numerose richieste provenienti dall’Italia e dall’estero.

Guercino a Piacenza, però, coinvolge tutta la città in un interessante percorso artistico: ecco dunque che, contemporaneamente, Palazzo Farnese – sede dei musei civici piacentini – diventa l’inizio di un percorso tutto incentrato su Guercino, al secolo Giovanni Francesco Barbieri (Cento, 2 febbraio 1591 – Bologna, 22 dicembre 1666). Con una selezione di 20 opere, dall’Immacolata Concezione – conservata ad Ancona –  alla Cleopatra morente, è possibile ammirare alcuni dei capolavori più celebri dell’artista seicentesco emiliano.

Un successo incredibile per un tranquillo capoluogo di provincia, che ha avuto il merito di coinvolgere l’intero apparato urbano in un percorso di arte e cultura, rendendo la città stessa parte integrante dell’evento con un’organizzazione semplice e concreta.

Guercino a Piacenza, Cattedrale di Piacenza (piazza Duomo) – Palazzo Farnese (piazza della Cittadella 29), dal 4 marzo al 4 giugno 2017.

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