Halloween: per Laurie Strode torna l’incubo Michael Myers

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Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

Il cinema dell’orrore ha vissuto il suo periodo d’oro a cavallo tra la fine degli anni settanta e la metà degli anni novanta. Declinato in diverse categorie, spaventare il pubblico è sempre stata una piacevole peculiarità della settima arte. Il teen horror, per intenderci quei soggetti dove gli adolescenti vengono uccisi a turno da un assassino seriale ha un padre assoluto: Halloween . Era il 1978 e il maestro John Carpenter regalava alla storia Michael Myers.

Oggi esce un nuovo capitolo della saga perfettamente integrato nel ventunesimo secolo. David Gordon Green confeziona il miglior capitolo della saga, originale a parte, e lo fa citando continuamente la pellicola caposaldo. Medesimo font, medesima musica e medesima zucca fin dai titoli di testa dicono molto sulle intenzioni del regista. Due giornalisti vogliono intervistare l’uomo nero, ormai vecchio e sepolto in un manicomio criminale, per un podcast. C’è Laurie Strode, alias Jamie Lee Curtis, che porta sul volto i segni della sua età e con sé tutte le nevrosi derivate da quell’incontro con il suo carnefice a cui non è mai sopravvissuta fino in fondo. Laurie vive segregata in attesa dello scontro finale che sa perfettamente dovrà arrivare. Michael scappa durante un trasferimento e si precipita nella famosa cittadina del Midwest per ricominciare a esercitare la sua efferatezza. Oggi troverà tre generazioni di Strode: oltre a Laurie, sua figlia e la nipote saranno pronte ad affrontarlo.

Il film ricalca perfettamente gli stilemi del genere: un luogo circoscritto, protagonisti ignari della situazione e un’eroina (la Strode) in attesa di liberare se stessa, la sua famiglia e la sua cittadina dalla presenza del demonio. La trama in alcune parti è leggermente incredibile facendo chiedere allo spettatore come sia possibile che Michael riesca perennemente a primeggiare sulle sue vittime, ma in una vicenda simile la precisione non è richiesta. Un film dove l’assassino e Laurie sono due facce della stessa medaglia, se non indivisibili appaiono la continuazione l’una dell’altro. Quest’atmosfera in puro stile classico mantiene la tensione alta, il regista dimostra tutta la sua bravura anche nella scelta degli episodi che spezzano la storia principale (la coppia di ragazzini che fanno la balia a un ragazzino).

Una figura, Myers, che  gioca sulle paure più remote dei personaggi e lo fa non manifestandosi direttamente ma aspettando nascosto tra il buio e la luce pronto a colpire. Ottima la parte finale, dove la resa dei conti, inevitabile, si rivelerà ricca di colpi di scena e capovolgimenti di forza tra vittime e carnefice. Un film che piacerà molto non solo agli appassionati di genere; non la solita fotocopia scialba ma una vera e propria storia a sé stante.

HALLOWEEN (Horror, Usa 2018, 109′). Regia di David Gordon Green, con Jamie Lee Curtis, Judy Greer, Will Patton, Haluk Bilginer, Virginia Gardner. In sala dal 25 ottobre 2018. Universal Pictures