Higher Learning: a Parma la mostra fotografica di Patti Smith

Conoscenza profonda, “Higher Learning”: è questo il titolo della mostra fotografica ideata da Patti Smith ed esposta a Parma in occasione della Laurea Honoris Causa che il 3 maggio le sarà conferita dall’Università del capoluogo emiliano.

“Ho sempre creduto nell’importanza dell’istruzione e ottenere un riconoscimento da parte di questa eminente istituzione di istruzione superiore è sia motivo di imbarazzo che di stimolo. Il senso della mostra è un omaggio ad un altro genere di istruzione: L’università della vita, dei viaggi, dei libri, artisti, poeti e insegnanti”. E Patti Smith ha, effettivamente, imparato molto dall’università della vita: figura di spicco della scena artistica newyorkese anni settanta, si mette in luce dapprima attraverso reading di poesia in musica e in seguito grazie all’album che rappresenterà uno dei suoi più grandi successi musicali, Horses”, raccolta di brani innovativi e graffianti sia per quanto riguarda i testi che le sonorità, talmente anticonformista e audace da essere considerato uno degli album capostipite di correnti musicali alternative posteriori quali il punk e la New wave.

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La vena artistica di Patti Smith non si esaurisce, però nella sola lunga carriera musicale: nel 1972 pubblica la sua prima raccolta di poesie, “Early Morning Dream”, e nel 2010 “Just Kids”, libro di memorie di gioventù basato sullo stretto rapporto che l’artista ebbe con Robert Mapplethorpe, performer e fotografo newyorkese.

Nel 1960, forse proprio influenzata dall’arte di Mapplethorpe, inizia a scattare le prime fotografie, alcune delle quali andranno a fare parte della mostra “Eighteen station”, del libro fotografico “M train” e, infine, di “Higher Learning”. La mostra comprende centoventi opere fotografiche in bianco e nero scattate dall’artista durante i numerosi viaggi compiuti nel corso della vita, avvalendosi di una Polaroid Land 250 degli anni sessanta.

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La Smith definisce la mostra come una “sorta di meditazione sull’atto della creazione artistica e sul passare del tempo” e proprio il tempo che fugge sembra essere il vero fil rouge che collega tutte le opere esposte, riunendole in un unico prodotto artistico parte di un progetto di più ampio respiro che lega questa mostra all’album “Land” (comprendente proprio il brano “Higher Learning”) e al libro “M train”, entrambi una sorta di autobiografia, una musicale e l’altra cartacea, che raccontano la vita dell’artista attraverso le sue opere.

E’ una conoscenza profonda di Patti Smith stessa e della vita nel suo trascorrere ciò che trapela dall’esposizione: i soggetti delle fotografie esposte sono prevalentemente oggetti appartenenti ai più grandi poeti che hanno influenzato la poetica della cantante, in  un tentativo renderli umani e divini allo stesso tempo: il letto di D’Annunzio, la pistola con cui Verlaine sparò a Rimbaud, le medicine di Frida Kahlo, il bastone di Virginia Woolf.

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Oggetti d’uso quotidiano che offrono allo spettatore una sensazione di normalità e ordinarietà, ma che essendo protagonisti delle foto, vengono esaltati e celebrati come strumenti essenziali alla nascita delle più grandi opere dei loro proprietari. Quello che la mostra della Smith offre al visitatore è un intimo viaggio nella sua vita attraverso una galleria di immagini, una sorta di lungo pellegrinaggio documentato, in cui l’artista ha visitato i luoghi di vita e di morte di tutti quei grandi artisti che l’hanno ispirata nel corso della sua esistenza. Colpisce, infatti, il gran numero di immagini di tombe e luoghi sepoltura dei grandi poeti, in confronto al ridottissimo numero di ritratti di persone vive, come se la Smith volesse catturare l’essenza della loro arte, omaggiarli e raccoglierne l’eredità allo stesso tempo.

La conoscenza profonda che vuole trasmettere Patti Smith attraverso la sua esposizione, è una conoscenza che va al di là del racconto della sua esistenza e della consapevolezza di se stessa da lei raggiunta: è una conoscenza profonda della vita che arriva fino alla presa di coscienza della caducità della stessa e della piccolezza dell’uomo davanti all’eternità del tempo.

Questi temi così cari alla letteratura, alla musica e al cinema e presenti in tutti gli artisti che con le loro opere hanno così condizionato la produzione di Patti Smith, vengono elaborati dalla donna affiancando alle opere che più l’hanno influenzata (presenti e liberamente consultabili dai visitatori nell’ultima sala della mostra, la Patti Smith’s Library) le immagini delle tombe e degli oggetti quotidiani degli stessi artisti: dai film di Pasolini ai libri di Baudelaire, passando per le immagini delle statue di Michelangelo e del Duomo di Milano, fino alle tombe di Beckett e Burroughs; opere e immagini testimonianze della contemporanea ordinarietà e straordinarietà degli uomini, così ordinari da avvalersi di strumenti così umili e banali e allo stesso tempo così straordinari da essere capaci di creare grandi opere d’arte, nei confronti delle quali altri uomini altrettanto ordinari e straordinari si possano sentire contemporaneamente intimoriti ed ispirati; opere tramite le quali si possa raggiungere quella Higher Learning, quella conoscenza profonda, sia culturalmente che metaforicamente intesa.

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Insieme ad “Higher Learning” al Palazzo del Governatore di Parma è presente anche la mostra “The New York Scene”, dedicata alla scena artistica newyorkese anni settanta e ottanta, di cui fecero parte non solo la stessa Patti Smith ma anche personalità artistiche alle quali lei fu molto legata. Gli artisti presenti sono quelli che più hanno contribuito al cambiamento verificatosi nel mondo dell’arte in quegli anni, cioè la nascita della Pop Art (Andy Warhol), delle perfomance artistiche (il già citato Mapplethorpe), l’utilizzo dei video, e l’ingresso nel mondo dell’arte dei poeti della Beat Generation (Allen Ginsberg) come a dire che l’arte, da quel momento in poi, avrebbe potuto essere fatta da tutti, dovunque e con ogni mezzo.

PATTI SMITH – Looking for you (was I)