I capolavori di Canova e Thorvaldsen per la prima volta insieme a Milano

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La mostra Canova -Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna è stata inaugurata il 25 ottobre e chiuderà il 15 marzo 2020 presso la sede milanese delle Gallerie d’Italia, nelle quali opere e capolavori storici sono pervenuti come risultato della collaborazione con l’Ermitage di San Pietroburgo.

NoteVerticali.it_Thorvaldsen_La_notte_1815Il prestigioso museo russo e tanti altri – dal Metropolitan Museum di New York al Museo della Reggia  di Versailles insieme ad alcuni tra i più grandi musei italiani – hanno dato in prestito alcune delle proprie opere annoverate come le più famose sculture realizzate dal veneto Antonio Canova e dal danese Bertel Thorvaldsen. Coevi, anche se non coetanei, e dotati di pari genio artistico.

Sono oltre centosessanta opere quelle che la mostra ospita nel suo allestimento, studiato con un progetto architettonico volto a valorizzarne la bellezza insieme alla fruizione. Le ampie Sale delle Gallerie d’Italia, già una scenografia di per sé, ben si prestano ad amplificare l’eleganza del Neoclassicismo che trionfa, senza essere ridondante, espresso dalle sculture di marmo principalmente, ma anche di gesso e alabastro. Precisa la scelta estetica di porre specchi alle pareti, per poterle vedere da ogni angolazione, e come giochi di riflesso dei numerosi dipinti in tema presenti in ciascuna Sala altrettanto tematica.

NoteVerticali.it_Canova_NapoleoneFra questi dipinti, degni di nota sono i tre ritratti firmati da François-Xavier Fabre e aventi per soggetto Canova stesso, Vittorio Alfieri – del quale realizzò il monumento funebre presso la Basilica di Santa Croce a Firenze – e Ugo Foscolo, che da Le Tre Grazie trasse ispirazione per la composizione del suo poema omonimo. E proprio le tre Grazie sono presenti, in un dialogo circolare con i visitatori – che subito le incontrano all’ingresso della mostra sia in entrata sia in uscita, facendone convergere in esse l’inizio e la fine – nella versione realizzata da ciascuno dei due scultori: Le Tre Grazie canoviane e Le Grazie con Cupido di Thorvaldsen. Altra modalità individuata per accomunare il genio di entrambi è quella di mostrare come fossero stimati e celebrati dai loro contemporanei: numerosi sono i ritratti dei due artisti in un’apoteosi celebrativa anche postuma. Numerose sono anche le opere di artisti neoclassici minori, come immancabili sono le opere commissionate da grandi mecenati. Uno su tutti, naturalmente, Napoleone Bonaparte: il busto Napoleone realizzato da Canova e quello Apoteosi di Napoleone firmato da Thorvaldsen. Molte le opere prestate dai luoghi natali rispettivi: Possagno con la sua Gypsoteca Antonio Canova e Copenaghen con il suo Museo Thorvaldsen. Ma la mostra è certamente anche un omaggio al Neoclassicismo e ai suoi temi, dedicando Sale a soggetti distinti quali Amore e Venere, Amore e Psiche, Ganimede e l’eterna bellezza per citarne i principali. Insieme a parecchi busti di committenti aristocratici ritratti secondo i canoni neoclassici, per celebrarli e mitizzarli allo stesso modo di questi grandi miti dell’antichità.

Miti diventati, in realtà già durante la loro vita, a loro volta Canova e Thorvaldsen come però meglio testimonia il primo. Canova, che vi aveva svolto l’apprendistato giovanile, morì a Venezia e nella Basilica dei Frari di questa città venne allestito il monumento che conserva il suo cuore, consacrando in tal modo egli stesso nell’immortalità dell’arte.