Il filo nascosto: Paul Thomas Anderson trasmette cinema dalla prima all’ultima inquadratura

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

L’ultimo film di Paul Thomas Anderson può piacere e (difficilmente) non piacere, ma trasmette cinema dalla prima all’ultima inquadratura. Nei suoi centoquaranta minuti di proiezione, Il filo nascosto contiene tutto quello che uno spettatore necessita per dichiararsi appagato arrivando perfino a non avere nemmeno l’appetito per una pizza in seconda serata.

Uno stilista di mezza età affermato e misantropo tollera unicamente la compagnia della sorella con la quale gestisce l’azienda che lui stesso ha creato. Conduce giornate con la solitudine nel cuore divise tra il lavoro e le donne con cui si accompagna senza sentimento, fino a quando non conosce una cameriera che deciderà di far entrare nella sua vita. La ragazza ama da subito, lui imparerà a lasciarsi andare a questo sentimento.

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E’ veramente difficile rendere a parole l’esperienza estetica che un film del genere racchiude in sé, la sua perfezione stilistica sarebbe abbastanza da applaudirne la riuscita. Anderson fa molto di più curandone la recitazione e i dettagli psicologici che ogni personaggio accenna senza caricare, ogni elemento del film è funzionale alla riuscita dello stesso. Il fatto che l’attore protagonista sia un signore che risponde al nome di Daniel Day Lewis passa addirittura in secondo piano. Il lavoro di uno dei più talentuosi attori viventi appare come un ingrediente di quello che è qualcosa di perfetto. L’amore di Reynolds Woodcock (il protagonista) per Alma va cementandosi con lo scorrere della vicenda, una crescita personale paragonabile e voluta allo sviluppo del film. Grandi slanci e parti più riservate, eventi palesi che si alternano a emozioni nascoste tutto contenuto nella pellicola che emoziona e disturba prendendo per mano il pubblico e portandolo esattamente dove vuole il regista.

Classificare Il filo nascosto in un unico genere, sarebbe riduttivo, non solo un dramma ma una sottile riflessione sulla psicologia umana e la storia di un sentimento costruito ed esaltato da una sceneggiatura essenziale oltre che da una fotografia di alta classe. Raramente si vedono film in grado di suscitare soggezione nello spettatore, Anderson ci è riuscito con un lavoro che non può non piacere.

IL FILO NASCOSTO (Drammatico, Usa 2017, 130′). Regia di Paul Thomas Anderson. Con Daniel Day-Lewis, Vicky Krieps, Lesley Manville, Sue Clark, Joan Brown, Camilla Rutherford. Universal Pictures. In sala dal 22 febbraio 2018.