Io prima di te: una favola moderna al cinema

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Abbiamo visto in anteprima il film diretto da Thea Sharrok che racconta le vicende sentimentali di Lou e Will

NoteVerticali.it_Io_prima_di_te_2Ispirato all’omonimo bestseller di Jojo Moyes e diretto da Thea Sharrock, Io prima di te” racconta le vicende, destinate ad incrociarsi, di Louisa Clark, per gli amici Lou (Emilia Clarke) e di Will Trainor (Sam Claflin). Dopo esser stata licenziata dalla caffetteria nella quale ha prestato servizio per ben 6 anni, Louisa si ritrova nuovamente a non aver nulla da fare. Vorrebbe smettere di lavorare per continuare gli studi iniziati, ma mai terminati, in moda: purtroppo le condizioni economiche della famiglia glielo impediscono. Inizia così la ricerca ossessiva del nuovo impiego, che arriva come assistente presso la famiglia Trainor. Louisa non sa bene cosa le aspetta, e si presenta al suo primo giorno lavorativo con un sorriso smagliante subito smorzato dal carattere cupo del giovane che dovrà assistere, Will, costretto da un incidente ad avere braccia e gambe completamente bloccate. Inizialmente i due hanno un rapporto freddo: lei prova a parlare con lui, ma lui la respinge con arroganza e disprezzo.
Dopo alcuni giorni, il ghiaccio inizia a cedere, e tra i due si instaura un’amicizia timida destinata a trasformarsi. E’ Louisa ad esporsi per prima, a raccontare a Will del suo passato, della sua famiglia e del suo ragazzo (Matthew Lewis), mentre Will resta chiuso in se stesso. La nebbia intorno al giovane inizia a schiarirsi grazie a un insolito avvenimento: dinanzi a lui si presentano la sua ex ragazza e il suo migliore amico, che gli rivelano il desiderio di sposarsi. Da questo momento, Will appare più vulnerabile, e Lou ne approfitta per scoprire il suo passato: era un giovane brillante, destinato a far carriera, e un grandissimo sportivo, e ora non può muoversi. La corazza inizia sempre più a sciogliersi…

NoteVerticali.it_Io_prima_di_te_3Lode e onore a Thea Sharrock. La regista è riuscita a combaciare generi diversi, dalla commedia sentimentale al drammatico, alternandoli in modo magistrale. La pellicola inizia con un’atmosfera surreale: le vite di Will e di Lou vengono evidenziate con colori illuminati a mettere in mostra la loro spensieratezza. Per Will viene adottato il bianco, come se il suo passato fosse paragonabile al paradiso, quando riusciva ancora a camminare prima del tragico incidente. Poi la scena perde brillantezza, come se il presente oscurasse il ricordo del passato. I due conducono vite su binari paralleli, ed entrambi devono ricominciare da capo: da una parte la giovane ragazza, che deve cercare lavoro per aiutare la propria famiglia, dall’altro lato il giovane benestante, che deve accettare la propria condizione che gli impedisce per sempre di camminare ed essere indipendente.
Altro elemento significativo è il posto in cui vive il ragazzo, un castello. Sembra come se Lou, accettando questo incarico, entrasse a far parte di una favola; gli elementi ci sono tutti: castello, un giovane scapolo e l’atmosfera fiabesca.

La grandezza della regista risiede nella morale del film, la storia sembra un pretesto per poter ribadire un concetto essenziale: fare sempre di meglio e vivere la vita appieno, senza rimpianti e non rimanere ancorati alla situazione attuale. Will farà aprire gli occhi alla sua assistente: secondo lui, la ragazza  non vuole cambiare vita e questo viene confermato dalle sue stesse parole. Infatti Lou ha lavorato per sei anni presso la stessa caffetteria ed è stata fidanzata con lo stesso ragazzo, che la trascurava, per ben sette anni.

La giovanissima 26enne cambierà in tutto grazie al ricco giovane, non solo come modo di pensare, ma anche come modo di vestire: infatti il suo guardaroba, che rispecchiava la goffaggine della ragazza, si trasformerà letteralmente; ora la ragazza può indossare abiti eleganti. Temi affrontati in questo film sono la vita, la morte e l’egoismo:

Vita: su questo tema notiamo le due concezioni opposte di Will e Louisa. Il primo è concorde a vedere la vita come inutile se vissuta inchiodato su una sedia a rotelle. Mentre l’assistente ha una visione più “cattolica”: la vita va accettata in tutte le sue forme perché dono di Dio. Lo stesso riguarda il tema della morte: Will vorrebbe una morte “assistita” perché scontento della sua esistenza, mentre Lou è per un’idea di morte naturale.

Ultimo grande tema è quello dell’egoismo. Per Louise l’egoismo si rispecchia nella volontà del giovane di morire, lasciandola sola e abbandonata a se stessa. Su questo controbatte il giovane benestante affermando che l’egoismo non risiede nella sua voglia di morire, bensì nella voglia di Lou di costringerlo a una vita, che non lo appaga e che lo fa continuamente soffrire.

Complimenti sinceri alla regista, che è riuscita a regalarci un film bellissimo, non cadendo nella banalità, non esagerando nel dramma e strappandoci un sorriso.

IO PRIMA DI TE (Usa 2016, Drammatico, 110′). Regia di Thea Sharrock. Con Emilia Clarke, Sam Claflin, Charles Dance, Matthew Lewis, Samantha Spiro, Vanessa Kirby, Jenna Coleman, Brendan Coyle, Janet McTeer, Henry Lloyd Hughes, Stephen Peacocke, Pablo Raybould, Muzz Khan. Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer (MGM), New Line Cinema. Distribuzione: Warner Bros.