La dolce arte di esistere: crescita e invisibilità in una commedia originale

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NoteVerticali.it_La-dolce-arte-di-esistere-5Pietro Reggiani firma la regia di un film che si rivela essere una sorpresa piacevole nel panorama del cinema italiano, troppo fossilizzato su cinepanettoni e commedie scontate. Con “La dolce arte di esistere“, infatti, ci troviamo di fronte a una di quelle poche pellicole che osa e tenta di allontanarsi da quella banalità a cui siamo stati abituati per troppo tempo. L’opera, prodotta da Adagio Film, vede protagonisti Francesca Golia, Pierpaolo Spollon, Rolando Ravello, Anita Kravos e Salvatore Esposito.

La pellicola ci viene presentata sotto forma di documentario dalla voce narrante di Carlo Valli raccontando le vicende di due individui, Roberta e Massimo, e la loro difficoltà di approcciarsi alle persone e instaurare una relazione, dovuta al fatto che sin da bambini hanno vissuto entrambi in due situazioni diametralmente opposte: lei riceveva poche attenzioni dai genitori – cosa che rendeva molto più reattivo il fratello – lui fin troppa. Ciò li porta a diventare letteralmente invisibili, Roberta se non riceve attenzioni, Massimo se ne riceve troppe.

NoteVerticali.it_La-dolce-arte-di-esistere-3Assistiamo pertanto, nel corso degli anni, al loro modo di superare questa difficoltà: lei mettendosi in mostra grazie a una psicologa, frequentando il primo ragazzo e subito dopo partecipando a una recita teatrale, dal quale verrà poi cacciata; lui, frequentando compagni di scuola di una certa elevazione solo per il volere dei genitori, i quali approfittano della sua invisibilità per mangiare anche la sua merenda, quando in realtà si sente molto più a suo agio con i ragazzi del quartiere.

Il tutto per condurci a Roma e al loro galeotto incontro. Conosciutisi ad una festa grazie a Rita, amica crocerossina di Massimo, gli “invisibili” cominciano a frequentarsi non senza qualche difficoltà. La voglia di attenzione di Roberta entrerà infatti presto in conflitto con l’invisibilità psicosomatica di Massimo, tanto da suscitare l’interesse negli altri partecipando ad un reality, nel quale viene svelato il suo “problema”.  La popolarità diviene per Roberta quindi un dolce sollievo per la sua condizione, incontrando uomini per solo sesso. Massimo d’altro canto cerca di superare la sua invisibilità conoscendo altre donne agli speed date, ma è tutto inutile, perché, in cuor suo, sa che solo una persona lo ha veramente capito e accettato per come è fatto: Roberta. Le strade dei due giovani, fino ad allora parallele, si incroceranno nuovamente come se fossero sempre stati destinati a incontrarsi.

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LA DOLCE ARTE DI ESISTERE (Italia, 2015, Drammatico). Regia di Pietro Reggiani. Con Francesca Golia, Pierpaolo Spollon, Rolando Ravello, Anita Kravos, Salvatore Esposito. Prodotto da Adagio Film.

La dolce arte di esistere – Il trailer