La famiglia Bèlier: quando l’handicap è trattato con i toni della commedia

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Noteverticali.it_La famiglia Belier_2La famiglia Bélier”, diretto da Eric Lartigau, è un film che non ti aspetti. Se ci fermassimo ad una semplice lettura della trama senza vedere la pellicola, saremmo portati a pensare di trovarci di fronte ad un film tragico, triste. Uno di quei film che porta su schermo l’ingiustizia della vita. Invece, fin dalle prime scene, si denotano la comicità e la tenerezza che investono l’intera pellicola.

[Attenzione: l’articolo che segue contiene espliciti riferimenti alla trama del film…]

La famiglia Bélier è composta da quattro membri: Gigi (Karin Viard), Rodolphe (François Damiens), Quentin e Paula (Louane Emera). Proprio Paula, la figlia sedicenne, è l’unica a non essere audiolesa ed è per questo motivo indispensabile per la sua famiglia e per permettere loro di comunicare con l’esterno. La famiglia si occupa di una fattoria che viene principalmente gestita anche grazie al fatto che Paula intercede per conto dei suoi genitori con fornitori e clienti che comprano dai Bélier il formaggio durante i mercati in paese. La presenza di Paula è talmente necessaria per la sua famiglia, da costringerla anche a partecipare alle sedute dal dottore dei suoi genitori, e a conoscere quindi dettagli intimi della loro vita privata. Costretta a partecipare ad un laboratorio scolastico, Paula scopre con sorpresa che Gabriel, il ragazzo che le piace, partecipa al corso di coro, e quindi decide di iscriversi per stargli vicino. Da subito Thomasson, il maestro di musica, nota in Paula un talento fuori dal comune, e la sceglie per interpretare il duetto di fine anno proprio insieme a Gabriel, che parteciperà tra l’altro al concorso di Radio France.

Noteverticali.it_La famiglia Belier_9La vita di Paula cambia definitivamente quando Thomasson le propone di partecipare al concorso di Radio France a Parigi. La ragazza inizialmente rifiuta, condizionata dal pensiero di dover abbandonare la sua famiglia, ma ben presto la prospettiva di vivere facendo ciò che le piace, la porta ad accettare la proposta di Thomasson che le darà lezioni di canto tutti i giorni per tre mesi. A seguito di un litigio con Gabriel, dovuto al fatto che lui aveva rivelato a scuola che Paula aveva avuto le prime mestruazioni, la ragazza viene a sapere da Thomasson che il giovane non parteciperà più al concorso. Intanto Rodolphe decide di dedicarsi alla politica e di candidarsi a sindaco del paese. L’uomo cerca l’aiuto di Paula per far sì che il suo programma politico possa essere comunicato a tutti, ma la ragazza è distratta dal pensiero del concorso e questo fa molto arrabbiare Rodolphe. Impossibilitata a tacere ancora, Paula rivela che le sue lunghe assenze da casa non sono dovute ad un fidanzatino, bensì alle sue lezioni di canto. La ragazza così comunica la possibilità di andare a Parigi per il concorso di Radio France e scatena la rabbia dei suoi genitori che le tengono il broncio per qualche giorno. Gigi accusa se stessa di non essere stata una buona madre e di essere la causa della voglia di partire di sua figlia. L’idea di abbandonare la sua famiglia porta quindi Paula a rinunciare a malincuore al concorso, anche se il suo pensiero resta inchiodato all’idea di andare a Parigi.

Arriva il concerto di fine anno: Paula e Gabriel duettano sul brano di Michel SardouJe Vais T’Aimer” e ottengono un successo straordinario. Paula inoltre riesce anche finalmente ad ottenere l’ambito bacio di Gabriel. Però purtroppo i Bélier non riescono a sentire e quindi capire il perché dell’entusiasmo che vedono intorno a loro. Questa è forse una delle scene più significative del film, perché l’audio si interrompe prima bruscamente e poi lascia spazio a dei suoni ovattati e confusi. Il tutto per rendere l’idea di come i genitori di Paula percepiscano il mondo intorno a loro. Fatto sta che questa esperienza scatena in Gigi e Rodolphe una strana consapevolezza: quella di dover lasciare andare Paula. Una delle scene più toccanti è quella in cui Rodolphe chiede a Paula di cantare nuovamente per lui, e per percepirne la voce, posa le dita intorno alla sua gola. Quella sarà per Rodolphe una notte di riflessione. Incapace di prender sonno, Rodolphe sveglia Paula e le comunica che vuole portarla a Parigi al concorso. Subito Paula avverte Gabriel che a sua volta si reca da Thomasson per chiedergli di andare a Parigi ad assistere all’audizione di Paula. Arrivati a Parigi, Thomasson suona per Paula il brano “Je vole” e la ragazza lo traduce nel linguaggio dei segni per far capire anche ai suoi genitori cosa dice il testo della canzone. La commozione di Gigi e Rodolphe è enorme, ma l’orgoglio per il talento della figlia non lascia spazio a nessun tipo di tristezza. Paula passa la selezione e arriva quindi per lei il momento della separazione dai suoi genitori. La scena finale del film è commovente e non è semplice trattenere le lacrime. Paula esce dal cortile della fattoria, quella stessa fattoria che ha significato per lei gioie e dolori, si volta indietro e, alla vista dei suoi familiari, chiede a Thomasson che la sta accompagnando a Parigi di fermare la macchina. Apre la portiera e piangendo corre verso Gigi, Rodolphe e Quentin e li abbraccia. Il tutto ha un sapore malinconico ma appagante, perché rappresenta la realizzazione di un sogno.

Nei titoli di coda, il regista ha scelto di mostrare delle foto della famiglia per farci capire cosa succede dopo. Vediamo Rodolphe con la fascia da sindaco, Quentin e Mathilde, la migliore amica di Paula, che si scambiano un bacio, e infine Paula e Gabriel felici insieme a Parigi. La prima inquadratura della fattoria viene utilizzata per denotare l’ambiente in cui la vita della famiglia Bélier si svolge. In generale la pellicola è ricca di primi piani sia di Paula che dei suoi familiari, utilizzati per cogliere l’espressività dei volti soprattutto nel momento della comunicazione. Ciò che colpisce principalmente nel film è il fatto che Eric Lartigau abbia scelto di attuare una sorta di fusione tra la tragicità della condizione dei Bélier e la comicità dei dialoghi e delle situazioni che interessano la comunicazione tra loro e Paula. E’ un film positivo e divertente, uno di quelli che fanno venir voglia di andare al cinema. I valori trasmessi sono semplici, e la recitazione degli attori impeccabile e caratteristica della loro versatilità. Anche Louan Eméra che interpreta Paula, è stata molto brava nel suo ruolo nonostante la giovane età. Merita inoltre un accenno anche la colonna sonora composta principalmente da pezzi di Michel Sardou che viene tra l’altro citato spesso nel film. La scelta di brani così malinconici, si giustifica con la necessità di esprimere attraverso le note musicali, la malinconia di Paula. Questo si riscontra soprattutto nel brano “Je vole” cantato all’audizione per Radio France, in cui con tristezza ma con consapevolezza, Paula comunica a suoi familiari la voglia di partire.

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Eric Lartigau ha fatto centro, portando sullo schermo un film leggero ma introspettivo che fornisce spunti di riflessione e ci fa capire quanto il concetto di normalità sia soggettivo. Il cinema ha davvero bisogno di film come “La famiglia Bélier”, film in cui valori come la famiglia e la semplicità vengono portati sullo schermo senza il  timore di esser considerati banali. Ancora una volta quindi il cinema francese si mostra capace di produrre commedie dal grande impatto visivo.

LA FAMIGLIA BELIER (Francia 2014, Commedia, 100′). Titolo originale: La famille Bélier. Regia di Eric Lartigau. Con Louane Emera, Karin Viard, François Damiens, Eric Elmosnino, Roxane Duran. Distribuzione: Bim. Uscita in Italia: 26 Marzo 2015.