La forma della voce: Naoko Yamada incarna lo stop al bullismo

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Romana d'adozione, coltiva da sempre velleità artistiche; ed è personalmente convinta che uno scrittore che si rispetti debba avere almeno un gatto.

In un momento storico dove la discussione sul bullismo è al centro dell’attività sociale, il film d’animazione giapponese “La Forma della Voce” offre una prospettiva nuova, delicata e diversa. Tratto dall’omonimo manga di Naoko Yamada, questa piccola perla orientale è stata nelle sale di Roma per soli due giorni; ma la cultura orientale affascina tutti, ed è un fenomeno sempre più in crescita.

Il film si apre con un flashback che riguarda il protagonista; prima bullo, poi oggetto di bullismo, e ci racconta la storia della protagonista femminile – una ragazza sorda – attraverso i suoi occhi, affrontando tutte quelle tematiche delicate già viste nel molto più forte 13 reasons why. Il prendersela con una persona disabile, il ricadere della colpa su uno solo di un gruppo intero sono difatti meccaniche che si ritrovano all’interno del bullismo stesso. La storia poi si snoda attraverso un percorso di crescita, formazione ma anche espiazione. È attraverso la sofferenza – attraverso il dolore – che i personaggi riescono a crescere e alla fine incontrarsi con tutta la fatica che richiede il prendere coscienza della maturità umana. La forma della voce affronta anche il tema della sordità, usato in questo caso come metafora per la difficoltà di comunicare e quella troppo spesso presente di chiedere aiuto.

C’è, in tutto il film, una vaga contaminazione occidentale – un flusso nel seguire un argomento che affascina le masse e le rende partecipi, il cavalcare un’onda che sia quella del tema del momento – che purtroppo gli toglie un po’ di quella magia tipicamente orientale. La forma della voce è forte e attuale, ma non ha i toni sognanti di Miyazaki e dello studio Ghibli né tantomeno quell’elemento di mistero in più che lascia affascinati gli spettatori. É molto più simile a ciò che conosciamo di quanto ci si possa aspettare; tuttavia allo stesso tempo è un opera matura, a se stante.

Uno splendido film che unisce due culture sotto un cappello comune: quello del dire stop al bullismo e alle sue devastanti conseguenze.

LA FORMA DELLA VOCE (Giappone 2016, Animazione, 129′). Regia di Naoko Yamada, con Miyu Irino, Saori Hayami, Aoi Yuki, Kensho Ono, Yûki Kaneko, Yui Ishikawa.