La locandiera: Franco Venturini porta in scena la commedia di Carlo Goldoni

NoteVerticali.it_La_locandiera_Franco_Venturini_Federica_De_Vita

Federico Mattioni, rapportando la vita e i sensi al cinema, sta tentando di costruire un impero del piacere per mezzo della fruizione e della diffusione delle immagini, delle parole, dei concetti. Adora il Cinema, la Musica e la Letteratura, a tal punto da decidere d'immergervi dentro anche l'anima, canalizzando l'energia da trasformare in fuoco, lo stesso ardere che profonde da tempo immemore nelle ammalianti entità femminili.

Fino al 29 gennaio in scena al Teatro Flavio di Roma. Nel cast anche Federica De Vita, Chiara Conti e Maurizio Venturini.  

 

NoteVerticali.it_La_locandiera_Franco_Venturini_Federica_De_Vita

 

La commedia delle commedie, la gemma più fulgente della brillante drammaturgia di Carlo Goldoni, composta nel 1752. Ritenuta da molti un capolavoro della commedia dell’arte, “La locandiera” narra la vicenda dell’astuta Mirandolina, locandiera nella Firenze dell’epoca, maliarda e furba seduttrice che si prende gioco sprezzantemente delle goffe manovre di un trio di uomini bene in arnese: il Conte d’Albafiorita e il cameriere Fabrizio, ospiti entrambi nella locanda della donna, pretendenti delle sue grazie, e il terzo incomodo, il misogino Cavaliere di Ripafratta, che passa presto dall’essere insensibile all’essere assoggettato al fascino dell’inganno femminino.

Mirandolina non appare come una figura stereotipata, grazie a Federica De Vita che dona nuove sfumature, nella sua meschinità borghese civettuola, guardinga, cinica e imprevedibili quanto basta per mandare fuori di testa qualsiasi uomo. E forse è anche grazie alle due “spalle” delle giovani seduttrici operanti nella fitta rete di bugie e lazzi, teatranti (loro) male in arnese, Chiara Conti e Erica Cremenich, che il personaggio della locandiera opera nelle sue malefatte con sempre maggiore convinzione, dandole una buona motivazione per la sua “recita”.

Franco Venturini, regista e attore, impersona con sagacia il Cavaliere (il personaggio convinto che tutto gli sia dovuto in quanto è nobile) e sceglie di porre l’accento sulle caratterizzazioni dei vari personaggi, donando a Federica De Vita in particolare, nel ruolo di Mirandolina, la libertà d’indossare con brillantezza i panni della sfrontata seduttrice, donandole la libertà di assorbire con ponderatezza l’essenza del personaggio. Dialoghi e battute si susseguono con rapidi scambi, dai tratti rustici in maniera vivace e sanguigna, affidando la verve sulle ali di un ritmo capace di allontanare l’emblema dell’originaria sospensione dialogica interna al testo.

NoteVerticali.it_La_locandiera_Franco_Venturini_Federica_De_Vita_2Dei tre atti originari, Venturini ne cattura l’indole, giocando con lo spazio scenico, in un viavai ripetuto, in un fuori e dentro schernente gettato nel cuore del palco con disinvoltura. Si dialoga molto eppure non si ha l’impressione che le risultanti appaiano troppo verbose nell’impiantito.

Si burlano dei miserabili che hanno vinti”, disse lo stesso Goldoni a suo tempo, esemplificando la morale in custodia al personaggio centrale di Mirandolina. Una massima che chiosa il ribaltamento finale, il colpo di coda che riempie di senso ogni singolo gesto, ogni minuscolo atto di una doppia gestione del potere, quello economico e quello seduttivo, sempre e comunque in atto.

 

LA LOCANDIERA di Carlo Goldoni. Regia di Franco Venturini. Con Franco Venturini, Federica De Vita, Chiara Conti, Maurizio Venturini, Chiara Cremenich, Diego Nangano. Teatro Flavio, Via Giovanni Mario Crescimbeni, 19 (Colosseo).