La pelle dell’orso: Marco Segato porta sullo schermo il difficile rapporto padre-figlio

noteverticali.it_la_pelle_dell_orso_marco_segato_1

Il film, che vede tra i protagonisti anche Marco Paolini, è ambientato nelle Dolomiti negli anni ’50

noteverticali.it_la_pelle_dell_orso_marco_segato_1Le montagne restano immobili, siamo noi che dopo un’avventura non siamo più gli stessi”: e sono proprio le parole di Royal Robbins che riassumono, o meglio, esprimono ed evidenziano il senso recondito, nascosto, de La pelle dell’orso, il nuovo film di Marco Segato, trasposizione dell’omonimo romanzo di Matteo Righetto.

Anni Cinquanta. In un villaggio nel cuore delle Dolomiti vivono Domenico (Leonardo Mason), un ragazzino sveglio ma introverso, e il padre Pietro (Marco Paolini), un uomo consumato dalla solitudine e dal vino, che per campare lavora alle dipendenze di Crepaz. Il rapporto tra padre e figlio è aspro e difficile, i lunghi silenzi li hanno trasformati in due estranei. Una notte la tranquillità della valle viene minacciata dal diaol, il diavolo, un orso vecchio e feroce: la comunità è in preda al terrore superstizioso e non ha la forza di reagire. All’osteria, in uno scatto di orgoglio, tra le risate e lo scetticismo generale, Pietro lancia una sfida a Crepaz: ammazzerà l’orso in cambio di denaro. È l’occasione che Pietro aspettava da sempre e Domenico decide di seguirlo, abbandonando a sua volta la sicurezza del paese per avventurarsi verso l’ignoto.

noteverticali.it_la_pelle_dell_orso_3Un’avventura, quella che il regista porta alla luce, incorniciata dal paradisiaco e al tempo stesso ostico paesaggio alpino, dove lo scorrere del tempo, scandito dal susseguirsi dei ritmi stagionali, non intacca una realtà che sembra essere astorica e in parte anacronistica. Un viaggio, quello compiuto dai due protagonisti, padre e figlio, che assume toni redentivi per il primo e iniziatici per il secondo, cesellato dall’affiorare di paure primitive, e che permette ai due protagonisti non solo di ritrovare se stessi, ma di ricucire un rapporto lacerato dall’afasia del tempo.

Il film racconta la grandezza del piccolo uomo mentre affronta la grande bestia, il superamento di quella linea d’ombra che segna l’uscita dall’età dell’innocenza per entrare in quella delle grandi sfide contro i mostri della natura e dello spirito. Oltrepassi la linea e non sei più lo stesso – commenta il regista – Le prove della vita non si superano senza coraggio, il coraggio per combattere non solo l’orso ma anche il dolore per una perdita e la paura del futuro.

noteverticali.it_la_pelle_dell_orso_marco_segato_2L’occhio di Segato contempla la vastità e potenza della natura in rapporto alla fragilità delle vite degli uomini semplici, ancorate a riti, costumi e  tradizioni ancestrali, nate prima di loro ma al contempo vivide e concrete: una fiaba nera ancorata alla realtà, dove il realismo della vicenda viene spinto al limite fino a sfiorare il fantastico. Il bosco, teatro in cui si dipana lo scontro/incontro tra padre e figlio, tra padre e orso, impone le proprie regole e gli uomini sono costretti a rispettarle.

 

LA PELLE DELL’ORSO – Il trailer del film

 

LA PELLE DELL’ORSO (Italia 2016, Drammatico). Regia di Marco Segato. Con Marco Paolini, Leonardo Mason, Lucia Mascino, Maria Paiato. Una produzione Jolefilm.