La stanza della memoria: Scena Verticale e l’omaggio al mondo contadino

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

NoteVerticali.it_La stanza della memoria foto Angelo Maggio More Morelli 2015_P1270347Il gioco della memoria riveste di tenerezza il passato e le sue sfumature che attraversano gli uomini e le cose. Il passato rivive nei ricordi, che lo abbelliscono di rimpianto per giorni e volti che sono andati perduti, rendendo possibile persino il miracolo di ricordare la povertà con nostalgia.

NoteVerticali.it_La stanza della memoria foto Angelo Maggio More Morelli 2015_P1270615La stanza della memoria” è il primo spettacolo scritto e prodotto da Scena Verticale, compagnia teatrale calabrese che, attraverso Saverio La Ruina e Dario De Luca, dal 1992 porta in scena una delle espressioni più apprezzabili del teatro contemporaneo, per mezzo di storie che omaggiano il gusto delle delle tradizioni e onorano il passato, pur senza disdegnare il tuffo nell’attualità e il gusto del leggero. Innovazione e tradizione, quindi, entrambe legate alla parola ’emozione’, che in questi casi non manca mai.

NoteVerticali.it_La stanza della memoria foto Angelo Maggio More Morelli 2015_P1270510A distanza di vent’anni dal debutto, possiamo affermare che l’idea di riproporre “La stanza della memoria” nella cornice del Teatro Morelli, a conclusione della terza stagione del Progetto More, sia stata una scommessa vinta. Le oltre trecento repliche in giro per l’Italia non hanno scalfito nè annacquato uno spettacolo che fa dell’omaggio al mondo contadino la propria missione principale, declinata nella non meno nobile volontà di rendere il giusto tributo alle tante famiglie che hanno pagato con dolore l’assenza dovuta all’emigrazione.

Sì, perchè quella di Paolo e Francesca è una storia di partenze e di abbandoni. Conosciutisi e sposatisi negli anni ’30, i due ragazzi residenti in un paesino dell’entroterra calabro-lucano, uno dei tanti, si separano quando Paolo decide di andare in Argentina per cercare fortuna e per non andare in guerra. Un bastimento, uno dei tanti che solcò l’oceano in quegli anni, lo vede abbandonare l’Italia. E sarà per sempre, perché Paolo non farà più ritorno a casa. Dove resterà comunque ad attenderlo Francesca, devota e fedele, che diventerà suo malgrado la ‘mater familias’ della comunità da cui avranno origine Saverio e Dario. Accompagnando nonna Francesca al cimitero, i nipoti ricorderanno la sua lunga vita, celebrando, in una sorta di flashback teatrale, l’esistenza di chi come lei ha vissuto quegli anni con sacrificio, dolore e un pizzico di ingenua serenità.

NoteVerticali.it_La stanza della memoria foto Angelo Maggio More Morelli 2015_P1270553Saverio La Ruina e Dario De Luca sono unici nel portare in scena la rappresentazione. Unici anche letteralmente, perché calcano da soli il palcoscenico accompagnati dal solo Giuseppe Oliveto alle musiche, inevitabilmente prodotte dalla fisarmonica, lo strumento contadino per eccellenza, testimone delle feste campestri e della rassegnazione dolorosa alla solitudine, e latore di un passato che tende a farsi dimenticare, obnubilato dall’assuefazione legata all’omologazione di realtà finte e uguali a se stesse. Bravissimi nell’incarnare i vari personaggi, i due attori rispettano alla perfezione i tempi di scena: La Ruina è perfetto nell’incarnare la femminilità triste e dolente di Francesca, ostinata nel rifiutare ogni genere di medicina, De Luca impeccabile nel segnare con brio e determinazione i personaggi maschili, che, a tutte le età, lasciano un segno anche ironico del loro passaggio. Insomma, una rappresentazione vissuta, che omaggia il passato e che lascia una scia di applausi più che meritati. Alla fine dello spettacolo, il pubblico ha offerto agli attori un applauso più lungo del solito, e una standing ovation alla quale ci siamo uniti volentieri, per omaggiarli con merito e per dare il giusto tributo a una stagione teatrale impeccabile, fortemente voluta da De Luca e La Ruina, a cui va il plauso per aver riportato a Cosenza il teatro contemporaneo che conta.

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LA STANZA DELLA MEMORIA – Una produzione Scena Verticale di e con Saverio La Ruina e Dario De Luca. Scene e costumi: Luciana De Rose. Luci e fonica: Fabio Alia. Musiche eseguite dal vivo da Giuseppe Oliveto. Consulenza musicale: Francesco Gesualdi. Organizzazione: Settimio Pisano.

(Foto di Angelo Maggio per Progetto More)