L’attesa, tra verità celate, amore, dolore, e vita che vive nel riverbero del passato

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Juliette Binoche e Lou de Laâge sono le protagoniste del film di Piero Messina, presentato a Venezia, che descrive in modo elegante e rarefatto una terribile assenza. 

“…Perchè una realtà non ci fu data e non c’è;
ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere;
e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile…”
(Luigi Pirandello)

 

NoteVerticali.it_LAttesa_Juliette Binoche_LouDeLaage_Piero Messina_1“L’Attesa” è  l’opera prima del regista siciliano Piero Messina già assistente alla regia di Paolo Sorrentino in “This Must Be The Place” e “La Grande Bellezza”. La storia, liberamente ispirata al dramma pirandelliano “La Vita Che Ti Diedi” e alla novella “La Camera In Attesa” , è un intricato e a tratti morboso rapporto tra la protagonista Anna (Juliette Binoche) e Jeanne (Lou de Laâge) fidanzata del figlio Giuseppe. Il racconto parte dalle immagini di un funerale  e al successivo arrivo, nella casa in lutto, della ragazza. Il figlio di Anna, Giuseppe sarà il Godot tanto atteso, evocato in ogni sequenza del film, che mai arriverà. Il ragazzo infatti, morto in circostanze non chiarite dal racconto, è il perno attorno al quale si instaura un rapporto tra le due donne, legate da un amore comune. Il tema centrale dell’opera è senza dubbio il rifiuto dell’evento luttuoso, il continuo desiderio di fuga dalla realtà attraverso la costruzione di un presente che poggia sulla presenza/assenza. Anna infatti, nascondendo la morte del figlio a Jeanne, in qualche modo allontana da sé l’evento tragico, quasi perpetuando la vita del figlio, facendolo rivivere attraverso i suoi ricordi e quelli della ragazza. Il ritmo del film è da subito lento ed oscuro, claustrofobico nei suoi primi venti minuti.

NoteVerticali.it_LAttesa_Juliette Binoche_LouDeLaage_Piero Messina_2La presenza della ragazza genera in Anna un’apertura verso l’esterno, uno slancio di finzione attraverso la costruzione di una realtà insincera fatta di scambi di vita, di sguardi ed intese affettuose: la passione di una madre, il doloroso distacco dal figlio, l’avvento della Pasqua e l’irrazionale desiderio della resurrezione. Lo stile dell’opera, caratterizzato da un’elevata attenzione al dettaglio ed al senso estetico delle immagini, è ciò che avvicina l’allievo Messina al suo maestro Sorrentino.

La colonna sonora, ricercata e malinconica (“Waiting For The Miracle” di Leonard Cohen, qui fortemente simbolica), è l’altro elemento che lo accomuna al regista napoletano. Alcune morbide inquadrature che dalla boscaglia lasciano trasparire tenui raggi di sole sembrano evocare il regista statunitense Terence Malick, oltre ad un tema somigliante a tratti, in somatica stilistica e testuale, al Nanni Moretti de “La Stanza Del Figlio”. L’opera, affascinante nel suo racconto di una Sicilia mai così bruna e obnubilata, si contorce in un surreale clima luttuoso, quasi un horror dell’anima.

NoteVerticali.it_LAttesa_Juliette Binoche_LouDeLaage_Piero Messina_3La passione e il forte legame con la religione culminano nella processione di Pasqua, al momento in cui la Madonna dal manto nero incontra la statua del Cristo sulla Croce. Il velo che svanisce dagli occhi della Madre sancisce la presa di coscienza della morte terrena del Figlio, attraverso il contatto bruto e violento col sommo dolore. Opera riuscita per il siciliano Messina che, al di là di piccoli peccati di gioventù e qualche citazione di troppo, riesce a generare un vortice di solitudine e disincanto. Incisiva la prova attoriale della Binoche così come brillante ed elegante risulta quella di Lou de Laâge. Le due attrici francesi, infatti, riemergono da dialoghi di profonda estetica drammaturgica, aggrappandosi ad un amore condiviso seppur di diversa matrice. Gli scenari risultano suggestivi, la fotografia, soffice e dark al contempo, di una Sicilia di inizio millennio dove la comunicazione sociale di massa non irrompe ancora in maniera invadente e reboante nella discrezione dei rapporti umani.

NoteVerticali.it_LAttesa_Juliette Binoche_LouDeLaage_Piero Messina_5Porte socchiuse che attendono un ritorno, altre socchiuse a spiare senza svelare, porte mai realmente spalancate ad assecondare la realtà oltre la menzogna e la finzione. Un film fatto di verità celate, di amori che nascondono il proprio dolore, della vita che vive nel riverbero del passato diventandone complice e schiava al contempo.

L’ATTESA – Il trailer del film

L’ATTESA (Italia/Francia, 2015, Drammatico, 100′). Regia di Piero Messina. Cpn Juliette Binoche, Lou de Laâge, Giorgio Colangeli, Domenico Diele, Antonio Folletto, Corinna Lo Castro, Giovanni Anzaldo. Medusa/Indigo Film.