Le confessioni: Servillo, Favino e l’eterno contrasto tra coscienza e potere

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Il film di Roberto Andò, tra Hitchcock e Sciascia, racconta un inatteso G8, e apre la strada a riflessioni di etica e morale

NoteVerticali.it_Le_confessioni_Roberto_Ando_Toni_Servillo_2In un lussuoso hotel tedesco sta per tenersi un G8 dei ministri dell’economia. Obiettivo, l’approvazione di una manovra che andrà ad incidere in modo pesante sulla situazione economica di paesi più poveri, a vantaggio di quelli più ricchi. Oltre ai politici in rappresentanza di Stati Uniti, Germania, Francia, Inghilterra, Italia, Russia, Giappone e Canada, prendono parte al meeting anche il direttore del Fondo Monetario internazionale, Daniel Roché (Daniel Auteuil), e tre insoliti ospiti: una celebre scrittrice di libri per bambini (interpretata da Connie Nielsen), una rockstar in declino e un monaco italiano, Roberto Salus (Toni Servillo). Prima che il meeting abbia inizio, accade però un episodio tragico, che scombussola gli eventi e fa precipitare la situazione. Il monaco, a cui uno dei partecipanti si era rivolto in confessione, viene sospettato di conoscere segreti che, se rivelati, potrebbero causare stravolgimenti imprevedibili. E ciò scatena reazioni impreviste, in un complesso gioco strategico sul filo del rasoio.

Le confessioni“, giallo psicologico diretto da Roberto Andò, mostra l’altra faccia del potere. Quella nascosta e invisibile, e difficilmente percepibile dal comune cittadino, che evidenzia l’umana debolezza come parte integrante della capacità decisionale affidata a pochissimi, e regolata da accadimenti perlopiù imprevisti. Attraverso la figura del personaggio interpretato da Servillo – in tonaca bianca, atteggiamento severo, sguardo inafferrabile – il film gioca proprio sul contrasto tra coscienza e potere, tra etica e arricchimento smodato. E ci fa capire ancora una volta che il mondo non può, non deve, essere rappresentato solo da chi è più ricco, ma deve far sentire la voce dei più, che, pur possedendo molto di meno rispetto agli altri, non per questo sono condannati al silenzio. La pellicola è ricca di citazioni, dichiarate e non: si va dall’hitchcockiano “Io confesso“, citato chiaramente nel film, a “Todo modo” di Elio Petri, tratto da un romanzo di Leonardo Sciascia che già quarant’anni fa metteva alla berlina i rapporti tra coscienza e potere. C’è poi un’aurea morettiana nella scelta delle musiche (di Nicola Piovani) e nel rigore registico con cui Andò affronta la prova dietro la macchina da presa. E, inevitabilmente, un rimando al Paolo Sorrentino di “Youth” nella scelta del luogo, un hotel di lusso che sembra fungere da esilio dorato dal quale poter isolarsi senza scorgere le urla disperate di chi non riesce a farcela, giorno dopo giorno.

NoteVerticali.it_Le_confessioni_Roberto_Ando_Daniel_Auteuil_Pierfrancesco_Favino_2Dopo “VIva la libertà“, apologo frizzante e originale sul contrasto tra governabilità e fantasia, e con un Toni Servillo al meglio della sua grandezza espressiva, Andò torna a parlare ancora di potere. Ma stavolta lo fa in modo più oscuro, con una chiarezza comunicativa spesso latente, preferendo anzi affrontare il tema attraverso aspetti non chiaramente esplicitati. Aspetti che però manifestano una preferenza verso la sensibilità femminile, rimarcata attraverso i personaggi – la scrittrice per bambini e il primo ministro canadese – che appaiono più attenti degli altri a recepire le esortazioni del monaco Salus. Dal punto di vista attoriale, è comunque superba la prova di Servillo: il suo monaco Salus è immagine della coscienza che trasporta il divino nell’umano, e che gioca, inevitabilmente, a richiamare a galla in ciascuno i propri doveri etici e morali. Un moralismo che incide non poco sulle decisioni dei cosiddetti grandi, mettendoli in crisi e influenzandone le scelte. Il ministro dell’economia italiano interpretato da Favino ripercorre, a grandi linee, il personaggio del politico corrotto già visto in “Suburra“: in questo senso, avremmo voluto maggiori distanze rispetto a quella maschera di uomo pubblico dichiaratamente falso e bugiardo. Ci ha convinto di più la performance di Auteuil, la cui crisi di coscienza è la vera chiave di volta del film. Un film che offre allo spettatore diversi spunti di riflessione, lasciandolo orfano di una verità lineare e diretta, ma aprendogli la strada a domande che forse non troveranno mai una risposta concreta.

LE CONFESSIONI – Il trailer

 

LE CONFESSIONI (Italia 2016, 100′, Drammatico). Regia di Roberto Andò. Con Toni Servillo, Daniel Auteuil, Connie Nielsen, Pierfrancesco Favino, Lambert Wilson, Marie-Josée Croze, Moritz Bleibtreu. 01 Distribution. Nelle sale dal 21 Aprile 2016.