L’estate addosso: bellissima e crudele sì, ma anche un po’ banale

noteverticali.it_l_estate_addosso_gabriele_muccino_matilda_lutz_brando_pacitto_taylor_frey_joseph_faro_2

noteverticali.it_l_estate_addosso_gabriele_muccino_matilda_lutz_brando_pacitto_taylor_frey_joseph_faro_1

Premettiamo di non avere preconcetti verso il cinema di Gabriele Muccino. Ci erano abbastanza piaciuti, tanto per dire, sia “L’ultimo bacio” che “Ricordati di me“, ciascuno a proprio modo desideroso di raccontare un contesto (la generazione dei trentenni, la crisi matrimoniale di mezza età, i desideri dei ventenni) e avevamo trovato soddisfacenti, al di là dell’eccessivo tocco melodrammatico, i titoli del ‘trasloco’ americano del regista con Will Smith (“La ricerca della felicità” e “Sette anime“). Passabile, senza infamia nè lode, era stato “Quello che so sull’amore“, e eccessivamente sopravvalutato “Baciami ancora“, sequel non necessario de “L’ultimo bacio“. Non ci esprimiamo su “Padri e figlie“, che non abbiamo avuto il piacere di vedere. Siamo andati invece al cinema per “L’estate addosso“, presentato a Venezia e con gran battage pubblicitario, con una certa attesa mista a curiosità, se non altro per lo spirito positivo che si respirava nella già famosa title-track di Lorenzo Jovanotti Cherubini. Ci aspettavamo quindi falò sulla spiaggia, distese azzurre da riempire lo schermo, vita insomma. Attesa e curiosità deluse, dobbiamo dirlo, già dalle prime scene, che delineano il destino del film. Una storia originale, che però ha diverse componenti per risultare poco credibile. Ne elenchiamo le prime due che ci vengono in mente. Prima: perché due ragazzi (Brando Pacitto e Matilda Lutz) che hanno frequentato la stessa scuola per 5 anni senza mai sfiorarsi dovranno passare una vacanza all’estero insieme? Seconda: possibile che entrambi conoscano benissimo l’inglese, con un accento praticamente perfetto, quando si sa che l’insegnamento della lingua di Shakespeare nelle scuole italiane non rappresenta propriamente un’eccellenza di cui la didattica italiana possa vantarsi?

noteverticali.it_l_estate_addosso_gabriele_muccino_matilda_lutz_brando_pacitto_taylor_frey_joseph_faro_2Basterebbero queste due osservazioni per minare le basi di una sceneggiatura che sembra troppo costruita a tavolino per funzionare. Sì, perché la piega che prende la storia, tra i due protagonisti che prima si odiano e poi forse no, e che finiscono per interagire con una coppia gay (interpretata da Taylor Frey e Joseph Haro) che aprirà loro nuovi orizzonti, avrebbe potuto far mutare prospettiva al ragionamento iniziale. Invece no, nonostante gli sforzi apprezzabili del cast e del regista, sembra che tutto affondi nel piattume del già visto, del già sentito, del flop insomma. E a poco serve il messaggio di amore universale, di tolleranza e di libertà che il film vorrebbe gridare al mondo. Sì, perchè, se è vero che c’è vita nella San Francisco in cui i protagonisti vivono la propria indimenticabile vacanza, è anche vero che la vita non può essere solo divertimento tutto sesso, alcool e sballo, senza apparente sostanza, quasi come se i diciottenni di oggi avessero il chiodo fisso del portarsi a letto il numero più alto possibile di coetanei, senza dare ai rapporti alcun senso che possa passare per la sostanza grigia.

Un film che sembra girato da un diciottenne, insomma. Quasi il Silvio, il poco amato Muccino jr., di “Ricordati di me“. Quello che deve dimostrare ai suoi coetanei di essere alla pari degli altri, per farsi accettare in un gruppo che non lo considera e non lo apprezza neanche la notte del suo compleanno. Ma davvero i ragazzi di oggi sono questi? Non siamo sociologi nè ospiti affezionati dei salotti di un talk-show di seconda serata. Ma a nostro parere Muccino non buca, con un film come questo che quasi mai ha il coraggio di decollare. Peccato, perché le premesse c’erano tutte: musica carina (la hit di Jovanotti a garanzia!), attori tutto sommato interessanti e un plot con un bel potenziale. Uscendo dal cinema, addosso non resta il profumo dell’estate, ma una specie di fuliggine autunnale che sa di delusione.

 

L’ESTATE ADDOSSO (Italia/Usa 2016, Commedia/Drammatico). Regia di Gabriele Muccino. Con Brando Pacitto, Matilda Lutz, Taylor Frey, Joseph Haro. Rai Cinema / 01 Distribution.