L’età giovane: i fratelli Dardenne e una storia di vita

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Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

Ragazzino delle medie decide di radicalizzarsi all’Islam in seguito al suggerimento di un imam droghiere che si scaglia contro la supposta apostasia del suo insegnante. La situazione precipita quando si discute su un possibile corso di lingua araba e gli animi di studenti e genitori si confrontano, e qui il giovane decide di uccidere l’insegnante. Dopo essere finito in riformatorio, il ragazzo compirà un percorso riflessivo: terminare l’omicidio (la donna riesce a salvarsi la prima volta) o ammorbidire le sue posizioni?

L’età giovane, il nuovo film dei fratelli Dardenne, è un lavoro riflessivo dall’ottima struttura formale. Il cinema dei registi belgi ha sempre avuto il microcosmo per raccontare macrocosmi come cifra stilistica. Da ottimi mestieranti, i due cineasti riescono a regalare emozioni allo spettatore partendo da situazioni in cui è possibile identificarsi. Ahmed è figlio di una madre vedova, sente la mancanza di una figura di riferimento e la trova in un predicatore non accreditato che non riesce a trasmettere lezioni e leggi compensando le sue lacune con un’intransigenza pericolosa e poco argomentata ai suoi adepti. Le menti meno formate sono molto più semplici da indottrinare soprattutto senza preoccuparsi delle conseguenze di una condotta cosi poco accorta. La confusione di Ahmed arriva attraverso piccoli episodi durante la sua detenzione che lo porteranno anche a scoprire l’amore e l’interesse di una sua coetanea.

Dialoghi essenziali e una regia puntuale fanno la forza del film. Oltre a questo, il cast è fatto di facce imperfette e per questo efficacissime per contestualizzare una vicenda simile. Il cinema dei Dardenne potrà piacere o non piacere, ma riesce sempre a trasmettere quello che si era prefisso di fare. Storie semplici per parlare di qualcosa di complesso. Le chiavi di lettura di quest’ultimo lavoro possono essere molteplici, ma attenzione a ridurre il valore sociale che è da sempre la caratteristica dei cineasti. Non è una storia d’integrazione: la religione ha un ruolo perché radicale, ma nessun attacco all’Islam o alle sue tradizioni. Una storia di vita la dove le differenze, azzerate da tempo, trovano terreno fertile nell’incapacità comunicativa degli individui.

L’ETA’ GIOVANE (Belgio 2019, Drammatico, 84′). Regia di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne. Con Idir Ben Addi, Olivier Bonnaud, Myriem Akheddiou, Victoria Bluck, Claire Bodson. Bim distribuzione. In sala dal 31 ottobre 2019.